10 giugno 2009

Stasera ho voglia di un'emozione. Qualcosa che scenda nel profondo.

Una poesia, una vera poesia.

Che tocchi il cuore, lo stringa in una morsa e non lo lasci più scappare.

Dei versi. Dei versi davvero vivi.

Che si muovano, mi scorrano nelle vene, mi scaldino la punta delle dita, mi solletichino la schiena, mi tengano compagnia e veglino con me.

Ecco, questo ci vuole, stasera........

68. Sonetto.

Oh, il nuovo non è questo, che le macchine,

amici, sostituiscono le mani.

Non cedete all’abbaglio dell’effimero,

tra breve tacerà chi loda il “Nuovo”.

Poiché il Tutto è infinitamente più

Nuovo di un cavo o di un alto palazzo.

Ecco, le stelle sono un fuoco antico

Mentre i fuochi più giovani s’estinguono.

Non crediate che lunghe trasmissioni

Muovano già le ruote del Futuro.

Perché gli Eoni parlano agli Eoni.

Molto più di ciò che sappiamo accade.

E l’avvenire puramente abbraccia

Le cose più lontane e quelle in noi profonde.


Rainer Maria Rilke

Sul tema dei Sonetti ad Orfeo.

3 commenti:

teoderica ha detto...

Davvero i fuochi più giovani si estinguono? Davvero il nuovo non porterà qualcosa di buono?
Rilke mi sembra un po' troppo triste in queta poesia......ma forse è una mia impressione errata in quanto ignorantissima su di lui, quello che so l' ho imparato da te. Verrà un tempo in cui riuscirò ad approfondire questo Grande. Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

No, Paola, non è triste questa poesia di Rilke.
Lui parla del Nuovo e del Vecchio e li mette a confronto.
Ma cosa sono il Nuovo ed il Vecchio?
Il Nuovo è qualcosa eccitante, forte e potente. Nuove sono le macchine, l'acciaio, gli altissimi grattacieli ed i viaggi nello spazio. Ai tempi suoi, primissimi del novecento, tutto questo era davvero un'alba che poteva far immaginare un eterno giorno d'onnipotenza per l'uomo.
Ma Rilke sa bene che il tempo è più profondo, che
"Ecco, le stelle sono un fuoco antico,
Mentre i fuochi più giovani s’estinguono".
Sa anche, e ci invita a tenere presente che
"l’avvenire puramente abbraccia
Le cose più lontane e quelle in noi profonde",
in pratica che
"Molto più di ciò che sappiamo accade".

La trovo molto profonda, intensa, matura, saggia.
Potrebbe stare bene anche questa poesia sulla porta di Ishtar, no?

PS. In questo periodo riesco a stare meno nel blog. L'estate concede meno tempo per questa attività, scoperta e cresciuta durante l'inverno scorso.
Ma è un'esperienza che merita di essere vissuta.
Il che - dato che si tratta di un'esperienza virtuale, "metempsicotica" si potrebbe dire - è davvero una buona cosa.

Non intendo dire che la repubblicaindipendente si ferma, ma solo che, come accade anche per le strade di città, il traffico diminuisce, la gente si dirada. Ma gli incontri, spesso, diventano più affettuosi e più caldi.
Accadrà esattamente la stessa cosa qui.

teoderica ha detto...

Grazie della spiegazione , non avevo capito la poesia, così come me l' hai descritta mi piace molto di più.
Grazie anche per avermi avvisato del tuo poco tempo, ma è così l' estate si deve vivere il più possibile all' aria aperta.Ciao e ti /mi auguro una bella estate.

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