23 giugno 2009

UPANISHAD



LA SAGGEZZA DELLE SELVE SCHIAVITU` E LIBERAZIONE
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SCHIAVITU` E LIBERAZIONE
(Monologo del liberato): "Io sono, io sono il Supremo, io sono la scaturigine dell'universo. E sono pure il maestro spirituale di tutti i mondi, e tutti i mondi ad un tempo. Io sono Lui, l'Assoluto. Io soltanto e nell'altro io sono. Io sono perfetto, puro, a tutto superiore. Ed eterno altresì io sono, imperituro ed immacolato. Consapevolezza io sono, io sono peculiare, io sono la bevanda sacrificale, io sono compiuto. Di buon auspicio io sono, e privo di pena, consapevolezza io sono, sempre eguale a me stesso. Esente da onore e disonore, privo di qualità, benigno io sono. Al di là di ciò ch'è duale o non duale, libero dalle coppie di opposti io sono, io sono Lui, l'Assoluto. Al di là di esistenza ed inesistenza, al di là del linguaggio, io risplendo. Io sono la maestà ch'è ad un tempo vacuità e non vacuità, il bene e il male sono io. Al di là di eguaglianza e difformità io sono, e perenne, puro, perpetuamente benevolo. Superiore alla contrapposizione tra mondo e non mondo, di natura luminosa e lieve, eterno io sono. Io sono privo del numero uno e pure del due, sto al di là della distinzione tra essere e non essere, esente da costruzioni mentali. Io sono immune dalla differenza che sorge dalla molteplicità, e ho l'aspetto di una beatitudine indivisa. Io non sono un ego, né qualcosa d'altro, io son privo di corpo e simili. Dotato e non dotato di rifugio, io son privo di sostrato. Esente da schiavitù, da liberazione e simili, io sono Lui, il puro Assoluto. Privo di e simili, il Supremo io sono, al Supremo stesso superiore. Perenne, privo e ad un tempo dotato di capacità deliberativa io sono: io sono Lui, l'Assoluto. Eterno io sono, e ho l'aspetto dei tre componenti la sillaba sacra: A, U e M. Immune dal soggetto che medita, dalla meditazione e da ciò che vien meditato io sono: io sono Lui, l'Assoluto. Ovunque compiuto sotto ogni aspetto io sono, caratterizzato da essere, coscienza e beatitudine. Io appaio come tutti i guadi sacri, sede di pellegrinaggio, il Sé supremo io sono, Siva stesso son io". Maitreyopanisad III 1 - 12
"Quest'intero universo non mi appartiene in alcuna sua parte. Non m'appartengono tempo, luogo, oggetti tangibili o pensieri. Non m'appartengono l'abluzione rituale, i riti da svolgere ai crepuscoli, deità o luoghi sacri. Non m'appartengono guadi che sian sede di pellegrinaggio, di servizi offerti alla divinità, di gnosi o sedi di esseri divini. Non m'appartengono la schiavitù, la nascita, la parola, il sole, il merito, il demerito, il dovere, la buona sorte. Non m'appartengono il principio vitale individuale, e neppure i tre mondi. Non m'appartengono la liberazione, la dualità, la scienza rivelata, le prescrizioni ritualmente, la prossimità, la distanza, la luce intellettuale, la segregazione. Non m'appartengono il maestro, il discepolo, la privazione, l'eccesso, Brahma, Visnu o Rudra. Non m'appartengono la luna, la terra, l'acqua, il vento, lo spazio, il fuoco. Non m'appartengono il gruppo familiare, lo scopo, l'esistenza, il meditante, l'oggetto meditato, la meditazione, la mente. Non m'appartengono il freddo, il caldo, la sete, la fame, l'amico, il nemico, l'illusione, la vittoria, il prima, il dopo, l'aldilà, le regioni dello spazio. Non m'appartiene affatto tutto ciò che può essere detto o ascoltato, pensato, desiderato e meditato, fruito, bramato o ricordato. Non m'appartengono il desiderio, lo yoga o il riassorbimento cosmico. (...) Io sono l'Assoluto, io sono l'Assoluto senza dubbio. Io sono consapevolezza, io sono consapevolezza." E` detto liberato in vita chi ha questa conoscenza, chi percepisce se stesso come l'Assoluto e nell'altro, consapevolezza e null'altro, come il Supremo e null'altro. Tejobindupanisad IV 11 B - 21, 29 B - 30

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IL BIASIMO DELL'IGNORANZA
L'ottuso, privo di qualsiasi strumento di conoscenza, invano si rallegra riempiendosi la bocca del solo nome dell'Assoluto, in ciò simile a chi si contentasse del sapore di frutti posti in cima ad un ramo, visti riflessi nell'acqua. Maitreyopanisad II 22
Coloro che sono abili ad argomentare sull'Assoluto, ma non rivolgono costantemente ad esso il pensiero, schiavi delle passioni, senza fallo son dannati a nascite e rinascite a causa della loro nescienza spirituale. Tejobindupanisad I 46

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LA DISCRIMINAZIONE TRA CIO` CHE E` ETERNO E CIO` CHE NON E` ETERNO
L'Assoluto è il fondamento del dispiegarsi dell'universo, che però non esiste realmente (...) Il sole che illumina un vaso non viene meno in seguito alla distruzione di quel vaso: lo stesso accade alla coscienza - testimone che illumina il corpo, e non vien meno in seguito alla distruzione del corpo (...) Al modo in cui un gufo abbacinato scorge solo tenebra nel sole, così chi è obnubilato dall'ignoranza non percepisce che tenebra nella suprema beatitudine, che di per sé è splendente, dell'Assoluto. Se le nubi gli velano la vista lo sciocco pensa che il sole non ci sia: proprio così chi è ottenebrato dall'ignoranza e costretto nel corpo pensa che l'Assoluto non esista (...) Ma proprio come la luce di una lampada, per quanto piccola, riesce a disperdere una tenebra sconfinata, così un barlume di conoscenza, per piccolo che sia, riesce a sconfiggere la più fitta e densa ignoranza. Atmabodhopanisad II 12, 18, 25 - 26, 28

4 commenti:

teoderica ha detto...

Molto"ieratico" il tuo post, è come una preghiera, mi hai evocato l' atmosfera che c' era nello spettacolo PREGHIERA di Ravenna festival nel quale si "pregava" in vari modi, ed ogni modo era ugualmente "assoluto" perchè era " sentito"
Anche il tuo post, assieme ai video e alla raffigurazione si percepisce che è " sentito"
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Una preghiera che è ammirevole peri contenuti di filosofia che ne fanno parte. Filosofia, la stessa, con gli stessi princìpi, di quella dei padri greci. Filosofia che trova eco in queste parole, che vengono dalla valle dell'Indo, molte migliaia di chilometri più ad Oriente e che sono più o meno contemporanee dei primi saggi pensatori presocratici.

Trovo meravigliose le scoperte che si possono fare andando a curiosare nei testi più antichi.
Si scopre, per esempio, ogni volta di più, che è falsa la divisione storica del sapere: vengono prima ni greci, poi i romani, poi il medioevo, eccetera eccetera...
Si scopre, per esempio, che il Pensiero è entrato nella storia già maturo, adulto, ben formato e, attraverso chissà quali strade, era già riuscito a diffondersi fra i popoli del mondo prima contaminando con le medesime alte conoscenze le culture di tutti i continenti.

Le strade che hanno unito gli uomini nel corso dei millenni sono ben più articolate di quanto siamo abituati a credere e pensare.
Così popoli del tutto diversi hanno adorato gli stessi dei, dei che, come viaggiatori sovrannaturali, hanno percorso le strade che univano le città più distanti fra i quattro punti cardinali.
E più le barriere naturali o gli abissi delle distanze mettevano spazio fra quelle città, più è meraviglioso lo stupore che ci lasciano quelle conoscenze diffuse in tutta l'Umanità del Pianeta.

In questo testo ci sono concetti come l'Assoluto, Esistenza, Bene, Male, Conoscenza, Ignoranza, Libertà, Schiavitù, Speranza...
Queste parole avevano un chiarissimo significato già VII secoli prima di Cristo, quando la filosofia greca, prima in occidente a dare lume al Pensiero, era ancora agli albori.
La nobiltà e la saggezza di questi testi fa invidia ai contemporanei, intenti ad ammazzarsi nel nome di qualche falso dio o di qualche ipocrita principio politico.

Mi sono piaciute queste parole perchè le ho trovate equilibrate, anche se a prima vista potrebbe non sembrare. Sono intrise degli stessi sentimenti che più di mezzo millennio più tardi avrebbero portato il Cristo dei deboli e dei poveri a scegliere l'atroce morte sulla Croce.

Sono parole di speranza, soffio lieve che lenisce il dolore degli Uomini miti in questi giorni di sangue e di prepotenza, di vuota rincorsa dell'inutile e di effimeri sentimenti di onnipotenza.

"Ma proprio come la luce di una lampada, per quanto piccola, riesce a disperdere una tenebra sconfinata, così un barlume di conoscenza, per piccolo che sia, riesce a sconfiggere la più fitta e densa ignoranza." ...

pietro d. perrone ha detto...

PS. Paola, buon onomastico, il 29. Nei prossimi giorni sono fuori e non avrò il computer. Quindi ti faccio adesso gli auguri.
Ci risentiamo presto comunque.

teoderica ha detto...

MA.....auguri anche a te, perchè è il 29 è giorno di S pietro e S Paolo.
Ciao.

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