4 febbraio 2009

Due o tre cose su Bretton Woods

Corriere della Sera

L' accordo del 1944 permise di governare il mondo per quasi trent' anni

Nel caldo luglio del 1944, quando la guerra non era ancora terminata, ma la vittoria sulle potenze dell' Asse era ormai certa, le Nazioni Unite convocarono a Bretton Woods una conferenza mondiale di tutti i paesi alleati stretti attorno agli Stati Uniti e al Regno Unito. Occorreva ridefinire il regime degli scambi internazionali che era andato in frantumi dopo la crisi del 1929. Il commercio mondiale era caduto a livelli prima mai visti, con una enorme diffusione del baratto nei rapporti tra le nazioni, con una grande proliferazione delle monete. La guerra aveva solo messo a tacere questo disordine monetario e l' incubo della crisi era ancora presente a tutti. I generali combattevano le ultime e più sanguinose battaglie: gli economisti e i policy maker si riunivano per cercare di rifondare su nuove basi un ordine monetario mondiale. Tra i protagonisti più illustri, anzi il più illustre dei protagonisti era Lord Keynes che aveva partecipato già venti anni prima alla conferenza di Versailles. Nel 1944 è alla guida della delegazione inglese a Bretton Woods, ma viene sconfitto nei suoi obbiettivi di politica economica. Non riesce a convincere gli Usa a finanziare gli altri paesi grazie alla sua bilancia dei pagamenti positiva che avrebbe così svolto un ruolo di sostegno alla crescita. I paesi membri del patto di Bretton Woods avrebbero partecipato anch' essi al fondo di finanziamento con una quota proporzionale alla loro presenza nel commercio mondiale e la compensazione tra debiti e crediti tra paesi si sarebbe realizzata grazie a una moneta di conto denominata Bancor. Ma Keynes, venne sconfitto. Harry Dexter White non era nessuno nel campo della scienza economica, ma dietro di sé aveva l' immensa potenza militare Usa e il peso che questo paese si accingeva ad assumere sul pianeta, distruggendo per sempre il predomino del Regno Unito. Vinse il delegato nord americano: si sarebbe creato un Fondo Monetario Internazionale con il dollaro come moneta di riferimento, non il Bancor, e tutte le valute si sarebbero agganciate al dollaro a sua volta agganciato all' oro. Mai come a quel tempo l' economia parve essere quello che sempre è stata e sempre sarà: la continuazione della guerra e della potenza mondiale con altri mezzi che non siano le armi di distruzione di massa. .....

http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/20/Due_tre_cose_Bretton_Woods_ce_0_081020017.shtml

Sapelli Giulio
Pagina 15
(20 ottobre 2008) - Corriere Economia

8 commenti:

jean.botquin ha detto...

On aurait bien besoin de nouveaux accords de Bretton Woods...Vivons d'espoir.

teoderica ha detto...

No comment per l' articolo causa la mia ignoranza assoluta sull' argomento. Ma sul video di Ascanio Celestini devo dirti che lui per primo è razzista perchè non ha mai avuto contatti con gli zingari.La vogliamo finire di salvaguardare usi e costumi orribili.Gli zingari sono innocui e non violenti sino a che non si ubriacano ( è normale per loro), io ho guadagnato il loro rispetto rischiando la vita,rifiutandomi di dargli alcool e impedendo che picchiasse la moglie. Li ho attaccati perchè hanno l' abitudine di "temprare" i bambini mettendoli nudi quando nevica, abituandoli alle sevizie( tipo bruciature sul corpo di sigarette) facendoli fare i loro "bisogni"mentre corrono nudi, dandogli le sigarette a 4 anni, cocacola e cotenne di lardo a 2 anni ed i genitori ingozzano cognac , questi sono gli zingari che vivevano in un campo nomadi vicino a casa mia. Nonostante tutte le mie proteste ( direttamente con loro) un bimbo di 15 mesi è morto per SEVIZIE nella tanto civile Ravenna ed Ascanio Celestini col suo buonismo viene a dire di preservare i costumi diversi dai nostri e chi salva allora i bambini, hanno più diritti gli animali che vengono tolti ai loro proprietari se maltrattati ,che questi poveri bimbi zingari così selvatici come animalini oddio sto piangendo, vi credete tanto buoni ma ai bimbi fate sempre male.

pietro d. perrone ha detto...

Oui, Jean, on aurait besoin d'un nouveau ordre du monde. Les espoirs ne meurent jamais. Tes idèes et les miennes et cela (au pluriel) de Tea, et de touts les hommes de bonne volontèe e de bon coeur sont directes vers un monde meilleur. Nous esperons toujours, aussi dans les jours mauvais ou tristes (existe ce mot?). Et aujourd'hui pour les italiens devrait etre un jour triste, puisque l'on veut remettre en cause la liberté de conscience. Je pense que les politiciens italiens doivent encore se gagner - ici, en Italie - la dignitè pour décider de (à ?) la place des citoyens, au moins sur les aspects les plus importants de la vie et de la morte (pauvre Eluana Englaro et sa famille, mises dans la bouche des loups des évêques et des cardinaux et la droite italienne son esclave.

Paola, perchè ce l'hai tanto con Celestini? Sbaglierà senz'altro su tante cose - io peraltro non condivido fino in fondo le cose che dice - però è rimasto uno degli ultimi che parla degli emarginati, dei deboli, di quelli che non hanno più nome nè dignità.
Neanche a me stanno molto simpatici gli zingari, che rifiutano il dovere di lavorare e che hanno usi e costumii davvero fuori dalla nostra mentalità.
Purtroppo di inciviltà ne stiamo importando troppa e tutti gli esempi che vediamo e sentiamo in Tv e quelli che racconti tu ci fanno raccapricciare. Ci indignano. Ci offendono. Ci fanno soffrire.
Però non facciamo di tutte le erbe un fascio. Siamo sempre aperti, cogliamo ciò che di buono si vuole dire. Pure tu. Nel tuo impegno, scegli di sostenere una causa o un 'altra. Ma ti è impossibile sostenere tutte le cause dei deboli, dei poveri, degli offesi, tutte insieme. Allora Celestini ti rovescerebbe addosso l'accusa di essere di parte, della parte per la quale ti sei impegnata.
Così ognuno che fa qualcosa di buono per un'altro offende tutti gli altri per i quali non ha fatto mai nulla...
Chi è buono, almeno un pò, deve essere considerato buono, almeno un pò.
Poi, io Celestini lo conosco solo attraverso qualche spettacolo o qualche clip. Per quel poco mi è sembrato migliore di tanti altri...

Un'ultima considerazione. Non mi piace la parola buonismo. Io sono buonista. Fazio Fabio è buonista. Veltroni è buonista. Celestini è buonista. Che vuol dire quella parola? E' un modo elegante per non dire una parola più volgare. Ed è un modo meno intellettualistico per non dire catto-comunista. Ed un modo meno politico per non dire comunista. Non capisco il significato. Davvero.

teoderica ha detto...

Esatto io sono di parte e credevo che lo fossi anche tu , perchè una volta hai scritto che deve essere più responsabile chi ha più di un altro ( conoscenza, istruzione, possibilità ecc.)Io sono di parte sto sempre con chi ha meno, sto sul confine e mi sporco le mani anche con quelli che stanno sul confine opposto al mio, li considero persone e non diversi.Sporcarsi le mani vuol dire lottare perchè il barbone sia pulito e curato non perchè sia decente per la città, io mi pongo la domanda se fosse mio padre?E quando vedo i bimbi zingari mi pongo la domanda se fossero i miei?Ciò non toglie che abbia amici ricchi, ai quali voglia bene, ma ti assicuro che prima ho osservato come si comportavano con le persone meno abbienti e nonostante ciò io li chiami PRIVILEGIATI . Mi spiegano le leggi del mercato , dell' imprenditoria che io dimentico subito dopo , perchè io mi muovo solo per amore , in certi casi io riconosco non la legge di Creonte ma quella di Antigone. Scusami la tirata ma in effetti io sono razzista coi ricchi.

pietro d. perrone ha detto...

Non ti capisco, Paola.
Mi attribuisci pensieri che non mi appartengono.
Non faccio mica il tifo per i ricchi, per i perbenisti, per i moralisti, per i falsi altruisti, per i fasulli borghesi vuoti di tutto. Non faccio il tifo per nessuno di quelli che predica pensando di avere la verità in tasca. Non tifo per quelli che pensano che la verità sia una sola e sia anche semplice e che se la possano tirare dalla parte loro.

Io cerco di guardare dietro le apparenze di ciò che sembra.
Cerco di vedere le sfaccettature delle cose, le sfumature.

Non sto con chi urla, ma con chi pensa e cerca.

Cosa significa essere di parte?
Se volevo essere di parte non cercavo uno spazio libero ed indipendente.
Se mi accontentavo di essere di parte non scavavo nella memoria, nei secoli, nelle culture più diverse, non cercavo di dare voce agli dei che gli uomini hanno dimenticato. Non cercavo il filo che Arianna ha steso per gli uomini
millenni fa.

Stare sul confine, non vuol dire, forse, guardare di qua e di là? Diffidare delle verità preconfezionate? Anche delle verità che noi stessi ci creiamo quando siamo stanchi di cercare.

Io sono così. Ad ogni certezza che mi sembra raggiunta mi si aprono mille domande nuove. E mi sento morire quando, o se, le domande non mi aprono davanti alla certezza.

Ecco.
Non mi troverai mai seduto ad ammirare quel che ho fatto, un giorno fa.
Mi troverai sempre in giro nel mondo dei pensieri a cercare il bandolo di una matassa che si ingarbuglia sempre di più, man mano che passano i miei giorni.

Il post che stiamo commentando è importante perchè è la prova che l'Utopia non è un'isola che non c'è.
L'ipotesi tecnica - non le vuote chiacchiere da bar di un idealista mezzo anarcoide - di una moneta unica mondiale, di un governo mondiale, di un mondo governato dai rappresentanti dell'Umanità intera, era stata presentata UFFICIALMENTE da Keynes. Rappresentante del governo inglese a Bretton Woods, in occasione delle discussioni che si svolgevano per definire il nuovo ordine del mondo quando sarebbe finita, di lì a poco la più assurda ed umiliante guerra di tutti i tempi. Quella che ha fatto il maggior numero di morti di sempre. Quella che ha sconvolto le leggi della natura e quelle della dignità umana.

Ebbene, mentre ancora si sterminavano esseri umani nelle camere a gas e nei campi di sterminio, mentre le bombe radevano al suolo intere città e riducevano in polvere intere nazioni, mentre l'energia dell'atomo riduceva nel nulla le speranze dell'uomo di diventare migliore. Ebbbene, mentre accadeva tutto ciò, un uomo, un governo, una nazione, avevano il coraggio di osare!!!

Ecco perchè l'Utopia non è un'isola che non c'è.

teoderica ha detto...

Io ti capisco invece è per questo che mi piaci, tu ragioni , te l'ho detto cento volte tu ti interroghi e ragioni, io mi interrogo ma poi mi faccio portare fuori dall' emozione del momento, tu sei così e ti ammiro , io sono così , vorrei che al mondo ci fossero amore, salute, serenità e non ci fossero morte e sofferenza, io sono così ad un certo punto non uso la ragione ma solo il sentimento, è come un fuoco che ho dentro, vedo rosso, però il fuoco lo uso solo per aiutare gli altri, per me chiedo con umiltà e ragionevolezza. Forse sono una cittadina scomoda . Ciao.

Annarita ha detto...

Ciao Pietro. Ho letto velocemente alcuni tuoi post in cui mi ritrovo molto. Mi riprometto di ritornare a leggere con più calma perché questo blog è unico nel suo genere.

Concordo in tutto e per tutto con i tuoi commenti (in questo post) che quoto integralmente.
Trovo qui un raro connubio di sensibilità, intelligenza e conoscenza.

Un caro saluto
annarita

ps: mi aggiungo ai tuoi lettori per rimanere aggiornata sui tuoi post

pietro d. perrone ha detto...

Paola, ti chiedo solo di essere sempre te stessa. In ogni occasione.
Il fuoco dei sentimenti è necessario.
Io forse sono troppo cerebrale. Mi piacerebbe essere più istintivo. Mi consolo, se posso dire così, pensando due cose: fortunatamente mi sento dotato di una sensibilità acuta (intendo, nel percepire i sentimenti degli altri. Ma naturalmente non ho nessuna infallibilità). Amo il confronto con chi è differente da me. Stai tranquilla, sii pure fuoco... sei calore benefico.

Annarita, grazie. Qualche volta sono passato anche io sul tuo blog. Credo di averti lasciato un brevissimo saluto una volta. Mi fa piacere che condividi anche tu lo spirito di queste pagine. Sono una specie di diario civile. Vissuto da uno spazio libero. Provo, sul blog, a guardare il modo senza i soliti condizionamenti quotidiani. Non significa mica che voglio essere originale.
...Cerco solo di far decantare il succo della mia uva... come si fa col vino passito...
Ovviamente quello lì, il passito, è un dono della natura... io sono solo un tentativo di imitazione.

Ma, ancora più importanti siete voi che venite su queste pagine. Siete alito di vento che alimenta il fuoco, se posso dire così.
Ma, dato che non voglio essere - nè apparire - narcisista o esibizionista dei miei poveri pensieri, sono sinceramente soggetto alle vostre critiche.
Le aspetto e le rispetto.

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