26 febbraio 2009

pour CHAGALL - NU A' LA MONTAGNE


Ho guardato...

Ho guardato attraverso quella porta.
O forse non era una porta, ma una finestra.
Ho guardato, sporgendomi verso quel vuoto oscuro.

Ho sentito una forza venire da quegli occhi bui.
Erano mani, forse, che si sono aggrappate alle mie spalle.
Mi hanno scosso, spingendomi
 verso quel vuoto oscuro.

Ho vacillato fissando i miei occhi in quel pozzo.
O forse ho tremato, impaurito per quell'orrenda vertigine.
Sono caduto , sentendo vorticare lo spazio intorno a me.

Mi sono trovato un un cielo senza luce,
in un caos senza ordine,
in un mare senza fondo.

Ho allungato le mani, spinto in fuori gli occhi,
ho tastato il vuoto, calpestato il nulla,
ho urlato nel silenzio, ho respirato senza bocca e senza naso.

Sono impazzito, per un attimo, anche se ricordavo il nome mio.
Ricordavo il nome tuo, e quello di tutti gli uomini di tutti i tempi.
Ricordavo il nome dell'amore e quello della tristezza.

Ricordavo i colori del cielo e dei fiori dei campi,
l'odore del mare e quello della primavera,
il calore della terra e quello della tua fronte. 

C'era un riflesso di fuoco su quella finestra,
o forse non era un finestra, ma una porta.
Era un riflesso di fuoco, o forse era il sorriso del diavolo.

E' sceso il gelo nel mio cuore e si è fermato il tempo.
Sembravi viva, debole, pallida, come sempre. 
Ma eri immobile, bella come una statua. Morta.

E' sceso il gelo, quando sei calata nella terra,
dove la morte si perpetua nella vita che continua.
E' sceso il gelo, e si è fermato il tempo, nel mio cuore.

Dovevi essere un angelo bellissimo, coi capelli ricci e biondi.
Dovevi essere giovane, e forte mentre indirizzavi il mio cammino.
Eri la mia Stella polare, tramontata presto nel buio della notte.

Ho guardato attraverso quella porta.
O forse non era una porta, ma una finestra.
O forse non ho guardato, sono caduto, sporgendomi verso quel vuoto oscuro.


6 commenti:

jean.botquin ha detto...

J'ai lu plusieurs fois ton poème et j'ai été entraîné dans un univers d'angoisse, sans tout à fait comprendre, en devinant le sens, approximativement. Les répétitions créent un climat fort particulier et confinent l'action à la confusion onirique...J'aime beaucoup Chagall. Je me suis aidé de mon petit Larousse italien-français. Bonne nuit.

teoderica ha detto...

Una bellissima . splendida, terribile poesia, non so cosa ho intuito ma sicuramente hai avuto una dolorosa perdita, altrimenti non saresti stato capace di spiegare con parole liriche ed amorose un dolore così profondo. Un dolore profondo di cui l' immagine di Chagall ( sebbene permeata di tristezza soffusa)non è niente in confronto all' immagine dolorosa che sai evocare con le tue parole, dolore che sicuramente hai provato. Silenzio e rispetto per questo dolore. Un Abbraccio.

pietro d. perrone ha detto...

Hai ragione Paola. Hai intuito bene. Ma è stata una cosa che non ha sovvertito l'ordine della natura. Intendo dire che non è stato un trauma, ma un dolore...ordinato, purtroppo prevedibile. Purtroppo - e so che hai avuto esperienze dolorose, quindi ti parlo con vera sincerità - poi ci si deve confrontare con la vita che continua. E che continui è il massimo bene. Ma dentro ci si sente qualche corda spezzata. Sembra di tenere tutto a posto, ma invece ti accordi che... è come inciampare all'improvviso. Come avere il singhiozzo. Come uno strappo.
Non so se ho fatto bene a mettere in parole quello che ho dentro. Penso di si, perchè, alla mia età - praticamente mezzo secolo - devo avere il coraggio di guardare in faccia tutta la realtà. E raccontarla è un modo per prenderne coscienza. Ho cercato di essere sincero, fino in fondo.
In questo modo peraltro il blog diventa per una cosa vera; forse voi amici ne pagate un pò "dazio". Ma, nonostante l'impersonalità virtuale dei bit che ci mettono in comunicazione, ci scambiamo qualcosa che ci appartiene veramente, e non solo parole.
Ti ringrazio per

Pier Luigi Zanata ha detto...

Bella poesia, ricca di emozioni.
In questa poesia tu hai espresso il tuo mondo, almento un aspetto della tua esistenza, e vi hai rappresentato il volto del tuo destino. Ci leggo il movimento originario della tua vita e la tua liberta' che si aliena. Allo stesso tempo e' libera genesi, realizzazione di se', rivelazione di quello che di piu' individuale c' e' nell' individuo.
Concordo con il commednto di Teo.
Vale

pietro d. perrone ha detto...

Jean, merci pour tes paroles et tes efforts de traduction.
Merci.
Bonne soirèe.

pietro d. perrone ha detto...

I commenti si incrociano, stasera.
Grazie anche a te, Pier Luigi.
Ho raccontato appena adesso qualcosa di più sul senso che sta acquistando il blog.
Un saluto (o Vale, se lo preferisci di più).

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