16 giugno 2009

IL MOSTRO

Montò sulle spalle la macchina infernale.
Ingranaggi e bilancieri scossero l'immobilità
dell'aria.

Diede vita a quel mostro bestiale e feroce.
Mise le sue carni tra le fauci del terribile
Moloch.

Sorrise all'apparire del demonio affamato.
La sua vita depose innocente in quelle mani
assassine.

Emise un gemito movendosi il gelido acciaio.
Lampeggiarono languide le lame su quel corpo
innocente.

Palpitarono i giunti ingoiando l'imberbe candore.
Si spensero le membra sfibrate del mite uomo
sconfitto.

Pretese la macchina il suo tributo di morte.
Schizzarono ridendo le scintille d'intorno
accecanti.

Dilaniata l'innocente vestale traboccava dolore.
Agghiacciata gettava il suo stridulo ultimo
rantolo.

La ruota, la lama, il nastro, la vampa.
Armi crudeli ghermirono aspre la tiepida
carne.
Fu avvolto nel silenzio come un lenzuolo
quel povero fardello colante di vita ancora
incredulo.
L'accolse il vuoto, leggero Caos primordiale.
Fuggì vigliacca la vita disperata coll'ultimo
sospiro.
Sparirono i colori e la musica e i giorni.
Svanirono sogni e stagioni e si fermarono
i venti.
Tumultuarono i mari con mugghiare di spuma.
Maledirono il Cronide crudele Efèsto ed il Titano
gigante.
Restarono Tenebra e Notte e l'ultima luna.
Disperata una moglie un verde bocciolo e un povero
vecchio.

3 commenti:

teoderica ha detto...

Caro Piero , se ho ben capito il mostro sono le " macchine", ma come tutte le creazioni dell' uomo possono essere " buone" o " cattive".
Io sento già odore di estate, sono allegra e vedo " rosa".
Riguardo al post precedente ho trovato la poesia un po' pomposa , ma io sono prevenuta perchè Carducci non mi piace molto, lo ricordo un po' leccapiedi con la regina Margherita ( se non sbaglia la memoria)ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Il mostro possono essere le macchine.
Il mostro sta venendo fuori piano piano. Sta dentro l'animo dell'uomo.

Il mostro è la schiavitù, il lavoro, l'imperfezione dell'uomo, l'incompiutezza del destino.

Basta un nonnulla ed il mostro ti prende.

Ti prende mentre sorridi e neanche te ne accorgi.

Ti abbranca le maniche, ti tira le gambe.

Il mostro è il destino che può darti tutto oppure prenderti la vita in un attimo.

Il mostro è il legame che ti obblia a vendere le tue braccia di fatica per avere in cambio il morso delle lame.

Il mostro è l'incubo che può rapire ognuno di noi, mentre siamo felici e ci godiamo una gita domenicale.

Il mostro è la macchina. La macchina infernale. La macchina infernale che inhiotte la vita di coloro che hanno bisogno.

Gli altri, i ricchi, i padroni, coloro che non hanno bisogno di lavorare, di vendersi ogni giorno, non conoscono la macchina, ma la malattia, la malattia triste, il male oscuro dell'anima...

Si l'estate è arrivata. Ho bisogno di riposo anche io. Ma devo ancora aspettare qualche giorno per poter decidere cosa fare per le vacanze. Domani mio figlio ha i quadri. Speriamo bene!!!

Carducci.

Di solito metto sul blog le poesie che mi piacciono, che mi colpiscono. La vita degli autori non è importante sempre.

In fondo le opere d'arte hanno vita autonoma da quella di chi le ha generate o messe al mondo. No?

A presto.

teoderica ha detto...

Caro Piero, a volte penso che la vita sia piena di mostri, io non ho il coraggio per cobbatterne nessuno, ho solo la forza di dare sostegno e partecipazione.
IN BOCCA AL LUPO PER TUO FIGLIO.
In fondo le opere d'arte hanno vita autonoma da quella di chi le ha generate o messe al mondo. No?
Tu hai perfettamente ragione , ma io a volte non riesco a "staccare" l' uomo dall' artista, posso perdonare molte cose ma non l' ipocrisia .......ma sbaglio lo so, però sono fatta così. Ciao.

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