29 settembre 2009

IN BIANCO E NERO

Per chi cerca emozioni,
una volta di più,
ecco un pezzo di storia
che, in forme diverse,
può tornare anche oggi.

Per chi ha la passione
dei sentimenti civili,
nessun ostacolo mai
potrà arrestarli
sulla libera strada.

Per chi si sente
mancare le forze,
un sorso di fuoco,
che dona calore
al cuore dolente.

Per chi crede, convinto
che il male sia finito
una volta per tutte,
una scena che regala
una forza infinita.

Per chi è senza patria,
inseguito, scacciato,
per chi è respinto, reietto,
un favilla che scalda
il cuore gelato.

Per chi crede, una volta
per tutte, che serva coraggio,
un canto di gloria,
eroi di luce, silhouettes
sbiadite, ricordi di eroi.

Per nostra sorella,
ecco gli eroi di un film
di lotta, che scaldano il cuore,
gelato, in questo
torrido inverno.

2 commenti:

teoderica ha detto...

Sì, cantiamo più forte, cantiamo più forte di loro, cantiamo il nostro canto libero.
Grazie Piero.
Avevo già pensato di far girare il tuo video di ieri, anzi volevo farne un post.
Quello di oggi, mi ha commosso, una lacrima è scesa, ma una lacrima liberatoria.
Grazie Piero.
PS non posso fare a meno di dirtelo.........a te non piacciono i film, dici, ma io non ne sono convinta del tutto.
Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Ci vuole molta forza e molto coraggio, di questi tempi, lo sai come la penso. Anche solo restare "normali" è una dimostrazione di forza e coraggio.
Il male che sta contagiando gli italiani ha un sintomo molto evidente: chi è infettato dal male non è più normale, cioè fa o dice cose che non reggono al normale esame del buon senso.
Chi è affetto dalla malattia dice di essere il portatore della Verità.
Dice che tutti gli altri sono il male.
Afferma che le porcherie che commette sono frutto di moralismo, invidia o complotti.
Giura che la depravazione in cui sguazza quotidianamente sono affari suoi e che a noi, normali cittadini, non deve interessare come vivono gli altri.
In questo modo occupano tutte le strade, tutte le carriere, tutte le istituzioni e distruggono ogni senso di normalità.
Non sto facendo un'allusione evidente o nascosta al premier ed ai suoi giannizzeri, nè ai suoi cani da guardia.
Mi riferisco a tutto quello che possiamo vedere ogni giorno intorno a noi, quotidianamente, per strada, in metro, negli uffici, al supermercato...

Per questo cantiamo "allons enfant de la patrie, le jour de gloire est arrivè..."

Si puoi dirmelo, io dico che i film non mi piacciono. Però sono anche io un figlio di quest'epoca qui, che può avvalersi delle immagini e delle immagini in movimento per dire quello che vuol dire.
E poi ci sono alcune scene, alcuni film, anche, che sono capolavori veri...

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