15 ottobre 2009

IMPERFEZIONI

Il nome del post è stato profetico.
Si doveva riferire alle imperfezioni che l'occhio del fotografo ha colto girando per la Città Eterna.

Sui monumenti che si ergono a testimonianza della Storia, dell'Arte e della Bellezza, testimonianza della grandezza dell'Uomo restano incrostate le imperfezioni del tempo.
La patina dei secoli, dei millenni dona ai colori quelle sfumature un pò patinate, quello spessore polveroso che lascia sulle dita il segno della materia che si consuma.
Angoli smussati, colonne cadute, volti marmorei sfregiati, figure di quadri ed affreschi sbiadite.
Queste imperfezioni sono come un certificato di garanzia.
Come la firma del regista della storia. Anzi, della Storia.
E l'autografo dei suoi attori e compartecipanti.
Director: God Kronos.
With: Mnemosyne and sons...
Ma sui monumenti della Città Eterna si scorgono anche le imperfezioni provocate dagli uomini, le tracce del tempo presente.
Questi segni sono come le rughe sul volto di una anziana signora.
A volte marcano la sua bellezza, a volte, invece, sono uno sfregio alla sua dignità.

Ma in una passeggiata per le strade di Roma noon si incontrano solo monumenti.
Ci sono cose, case, palazzi, muri, panchine che non appartengono al passato, ma sono la presenza degli uomini di oggi.
E' una presenza inquietante, certe volte. Malinconica, certe altre.
A volte si tratta di una panchina vuota, di una lattina lasciata per strada, di un lampione rotto, di un palo storto.
Sono i segni della vita che scorre.
Male. Verrebbe da dire.
Ma guardando al di sotto di questa corrente che sembra lenta si può sentire pulsare la vita, battere un cuore, inseguire un sogno, intravedere un fantasma.

E poi ci sono gli uomini. Non le folle, le masse, che pure hanno un legame profondo con la città di Roma. E neanche le mandrie di turisti, scaricati da un carro-bestiame in forma di pullman, intruppati in plotoni frettolosi, cotti dal sole rovente o sferzati dalla pioggia battente.
Ci sono fantasmi solitari, ombre che nessuno vede, dei immortali che vengono da mondi lontani e, dato che nessuno più li sa riconoscere, vengono scacciati come intrusi, allontanati come nemici, evitati come appestati.
Qualcuno di questi ectoplasmi ha lasciato il segno delle sue imperfezioni sulla memoria della fotocamera. Sembra di vedere le immagini fotografiche di uno spirito inquieto costretto a vagare sotto il peso di un destino ancora da scrivere, di una fine della storia ancora da decidere.

Le imperfezioni è il titolo di questo gruppo di immagini che il miracolo informatico ha permesso di rubare ad una domenica pomeriggio e di montare in una sequenza che ha del miracoloso.
Tra le imperfezioni cui si riferisce il titolo, titolo profetico, ce n'è una che certo non era prevista. La sequenza di immagini aveva un sottofondo musicale, una vecchia canzone rock molto dura, inglese, dedicata alla storia di un clochard. Aqualung. Jethro Tull. Mi sembrava in tema.
Ma il misterioso mondo dei diritti del copyright lo ha troncato di netto.
Quindi, quelle immagini imperfette, nate imperfette, che hanno per oggetto l'imperfezione delle cose e del tempo, scorrono, imperfettamente, nel silenzio dello schermo liquido sul quale brillano per un attimo per... sparire immediatamente dopo. Imperfetto immateriale, figlio della tecnologia informatica. Imperfetto silenzioso, la cui unica fisicità è data dalle emozioni che si schiudono dentro il cuore di chi guarda. Imperfetta cascata di luce che trabocca attraverso gli occhi e si riversa nell'animo dello spettatore.

7 commenti:

Floriana ha detto...

imperfettamente belle queste foto. Io ho ascoltato il video con il brano che hai suggerito, si ci sta bene e gli dà quella giusta dose di rabbia. La rabbia e la tristezza che mi vengono quando passeggio per le strade di Roma non trovando più la "mia" atmosfera e l'umanità a cui ero abituata.

teoderica ha detto...

Ma l' hai fatto tu Pietro? Ti ho visto dal vetro della finestra, fra le gocciole di pioggia, triste, solo,pensieroso.......eri tu?
Le immagini non avevano bisogno di musica, bastavano da sole.....tu credici se vuoi erano già nei miei occhi.Sei bravo con le immagini, davvero, sinceramente.
In omaggio ad Imperfezioni ( io le amo) il mio post ( non sapevo cosa mettere) sarà " Romina"
Ciao eeeee grazie.

pietro d. perrone ha detto...

Grazie Paola e Flo.
Si il video l'ho fatto io. O meglio, io ho fatto le foto, poi con un magico programmino di google si monta da solo il film, compresa la musica, peraltro con i problemi che ho detto.

Grazie sia per aver aggiunto la musica facendo tutto da te, Floriana. Mi confermi che anche a te piaceva di più così. Sono davvero contento che condividi.

Le immagini bastavano da sole, dici, Paola. Si bastavano lo stesso. Uno ci mette la luce e la musica che ha dentro. E tu sei speciale, Paola, hai luce e musica dentro di te, davvero, l'arcobaleno e la melodia.

In questi giorni passerò sulle vostre pagine. Ci passo tutte le sere. Anche ieri sera. Ma non sempre riesco a lasciarvi messaggi. Alle volte poi (come ieri, per esempio), quando vado a "postare" sbaglio qualcosa e perdo tutto. Allora mi arrabbio e mando tutto a quel paese.
Da voi ho sempre da dire qualcosa, perchè siete intensa fonte di stimoli e di tanto affetto (scusate ... il romanticismo).

teoderica ha detto...

.....quando vado a "postare" sbaglio qualcosa e perdo tutto. Allora mi arrabbio e mando tutto a quel paese......succede anche a me.
Ciao e buonweekend.

pietro d. perrone ha detto...

Qualche altro commento.
Ma tu Flo, vieni spesso a Roma?
La "tua" atmosfera e l'umanità a cui eri abituata è sicuramente cambiata. Come siamo cambiati noi, d'altra parte. E come sta cambiando il mondo intorno a noi.
Io abito a Roma dal 1987. Ci sono venuto a lavorare. Come un emigrante, si potrebbe dire.
Un emigrante assorbito dalla città più aperta che possa esistere.
Anche se oggi per le strade si respira un'atmosfera più cupa - ma è cupa perchè le ombre sono calate su tutta la povera Italia - in cui spiccano gesti di razzismo, omofobia, gratuita violenza, anche se oggi c'è tutto questo, c'è ancora davvero molto altro.
Mi capita spesso di guardarmi intorno ed osservare le persone che mi stanno pigiate addosso. Ci sono tutti i popoli del mondo. Tutti i colori della pelle. Tutte le lingue. Tutte le religioni. Tutte le ideologie.
Non esiste una città più "aperta", più universale.
Forse New York, può competere con Roma.
Sono queste due città gemelle.
Gemelle e diversissime.
Ma, a differenza di New York,Roma è una città aperta non solo sul presente del mondo, ma il suo orizzonte spazia sull'eternità del Tempo e della Memoria.
E' una differenza davvero notevole.

Paola, La mia immagine nel video non vuole essere triste, solitaria.
Pensierosa, forse si, ma quello è così perchè sono io ad essere fatto più di pensieri che di materia.
La mia immagine voleva essere solo come la presenza di un fantasma, che osserva vigilando che tutto proceda secondo il ritmo delle immagini della vita strappata al quotidiano senza memoria. Quelle foto sono come quella mia immagine. Il riflesso in una memoria fotosensibile di una realtà che scorre a velocità iperbolica, che non si può cogliere se non in dettagli più o meno significativi. La maggior parte di quella realtà per lo più scorre via come le acque del Tevere e finisce per perdersi e confondersi nel mare, dove il sapore dolce dell'acqua di terra si trasforma in quello salato dell'immenso oceanico senza tempo.

Non ero triste, o malinconico. Solitario, si. Ma chi fotografa (per lo più io scibacchio, ma in questo caso parliamo delle foto), come chi disegna, o dipinge, è assolutamente solo con il proprio bulino.
Si incide con la punta di una penna, con i pixel del computer, con un pennello, con un mouse, ed anche con il pulsante di una fotocamera digitale.

teoderica ha detto...

Piero, Gaetano dice che nulla va perduto, in quel video tu non eri un fantasma, ma una sentinella.
Eri e sei come una sentinella di Concetto Pozzati.
Non voglio sembrarti testona e saccente è solo che mi piace pensarti così.
Ciao.
Ti prego di non dire " scribacchio" anche se devo dire che con le immagini ci sai fare, sì Piero ci sai fare.
Riciao.
PS Ti ricordi del contatto avuto tramite il tuo blog, con uno dei miei giornalisti preferiti?
Ebbene si è fatto il blog anche lui.http://istintuale.blogspot.com/

pietro d. perrone ha detto...

Sentinella.
Si sentinella va benissimo.
meglio ancora che fantasma.

Sentinella. Che sorveglia che tutto sia al suo posto. Ovvero al suo posto in un ordine ... fuori ordine.
Non si è fuori posto, in un ordine in cui le cose non osservano un ordine assoluto.
Un ordine ... fuori ordine è inclusivo, permette di agire e continuare a costruire...
Su quel mondo in azione, che lavora, agisce, la sentinella svolge la sua azione di garanzia.
Sorvegliare vuol dire dare il proprio contributo affinchè nessuno possa turbare la situazione, nessuno si arroghi il diritto di irrompere e cambiare le regole...
La sentinella, così contribuisce a a tutta quell'attività febbrile attraverso cui si continua a costruire un ordine che non sarà mai assoluto.
Perchè quando l'ordine diventa assoluto cambia natura.
Non è più un ordine che può continuare ad esistere su questa terra.
L'ordine assoluto è Perfezione, Metafisica, trascendenza.

L'ordine assoluto non ha più bisogno nè di sentinelle nè di lavoranti.
Nell'ordine assoluto non è neanche più necessaria la vita, che con le sue infinite imperfezioni, con il suo irrefrenabile formicolare, comprometterebbe una volta per sempre l'ordine assoluto.
L'ordine assoluto, quindi, è al di fuori del tempo, che potrebbe consumare, o potrebbe comportare qualche altra forma di mutazione, che comprometterebbe l'assolutezza raggiunta. Infatti, nessun altro aggiustamento potrebbe essere apportato all'ordine assoluto, che quindi deve restare immobile, al di fuori di ogni tempo. E avrebbe a sua disposizione tutto lo spazio che occupano le cose della vita. Perchè ogni cosa sarebbe al suo posto, nello spazio che gli compete e tutto lo spazio sarebbe già occupato da ogni cosa al suo posto.
A che servirebbe, quindi, una sentinella, in un mondo di ordine perfetto?

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