12 novembre 2009

CANZONE A MNEMOSYNE








3 commenti:

teoderica ha detto...

La memoria.....perchè Piero hai scelto Ofelia per rappresentare la morte della memoria? Ofelia suicida?
Perchè Piero?

pietro d. perrone ha detto...

No, solo mi pareva splendida l'immagine.
Ofelia non è Mnemosyne.
L'Ofelia di Millais offre a Menmosyne solo il volto e la figura.
Ma in realtà non sono sicuro neanche che Mnemosyne si sia suicidata. E neanche che sia alfine morta. Perchè Menmosyne è figlia degli dei, e non potrà mai morire.
Mnemosyne è figlia di Urano, il cielo, e di Gea la terra. Sorella dei Titani, imparentata quindi con Prometeo. Amata da Giove, diede la vita alle Muse, le muse delle arti, della storia, della gloria...

Mnemosyne non potrà mai morire. Neanche suicidandosi.
Ma possono gli uomini, invece, perderla per sempre e, per questo, crederla morta.

Ma Mnemosyne, in quanto madre delle Muse ispiratrici delle arti, è la Bellezza pura, assoluta, perfetta.
E' una figura metafisica di donna con un fascino indescrivibile.
Lei domina ogni tempo, oltre l'eterno, perchè la sua conoscenza delle cose degli dei, del mondo e degli uomini è infinita.
Dal suo grembo nasce la gloria degli uomini, nasce la storia che rende grandi le imprese dei popoli, nascono le sette arti che permettono all'uomo di partecipare al miracolo della creazione.
Con lei, mi piace giocare.
Mi piace giocare con lei, e lei, nel gioco di ieri, mi ha concesso di giocare anche con la Morte. Eravamo in tre, in questo gioco di finzioni. un gioco come una mascherata di carnevale.
Lei ha indossato gli abiti ed i colori della Morte. E la Morte ha offerto il suo sigillo per assicurare che quegli abiti e quei colori erano portati a dovere, proprio come si deve.
Ed io - che avevo il desiderio di giocare con loro - sono rimasto incantato dalla loro disponibilità e dalla bellezza dei gesti con cui mi hanno accolto.
E sono restato incantato dalla serietà con cui si sono prestate all'incantesimo. Si, perchè il gioco, subito, fin dall'inizio, dal tintinnìo della prima frase, si è trasformato in un magico incantesimo. Un sortilegio, nel quale le parti di ognuno non erano più le finzioni di una recita ma scene di una realtà che era a tutti gli effetti dura e concreta.

No, Paola. Mnemosyne non poteva suicidarsi. Ed anche quando gli uomini dimenticano di guardarla dritto negli occhi e, ciechi, brancolano a tentoni nell'oblìo dsenza tempo, lei è lì, amorevole, dolce, con le labbra rosse.

teoderica ha detto...

Sai Piero, io mi sono crogiolata per lungo tempo nel Romanticismo, ora l' aiuto della signorina Menmosyne, ( tanto merito a te, la tua passione a Menmosyne, ha risvegliato la mia memoria) mi ha permesso di dare un "calcio" al romanticume/spazzatura che tanta pena addusse alle donne.
Ciao e solare fine settimana per te e la tua famiglia.

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