16 aprile 2008

Dall'Aula del Parlamento

Il Primo Cittadino, stasera, tiene il primo discorso ufficiale della "repubblica".
L'aula del Parlamento viene inaugurata per l'occasione e tutte le strumentazioni sono state provate per consentire la migliore riuscita di questa speciale serata.
Il tema è di particolare importanza, è fondamentale. Da questo discorso potrebbe dipendere l'esito, la riuscita, il raggiungimento degli scopi della "repubblica indipendente".
A questo punto dobbiamo descriverlo, il Primo cittadino, mentre affronta questo momento topico.
E' alto, forte, molto teso.
Sul viso gli si nota appena lo sforzo di tenere a bada la tensione. Gli si serrano i denti e gli impallidiscono le gote. Ma gli occhi, gli occhi, esprimono calore, e calma. E' uno sguardo profondo, che vede lontano.
Ha il portamento eretto, il contegno nobile e deciso, ma al tempo stesso sembra gentile e cordiale.
Il suono della voce è caldo ma fermo.
Ecco, però, ora il resoconto del discorso.
"Programma della Repubblica Indipendente.
Ci sono molte cose da fare, ora che la "repubblica" è nata.
Prima di tutto... prima di tutto si dovrebbero stabilire le regole di funzionamento, una Costituzione.
... il problema vero non è di carattere tecnico, la scelta fra i diversi tipi di governo, i princìpi, i poteri, il sistema elettorale, eccetera.
Il problema vero è se dobbiamo assoggettarci ad una Costituzione oppure se dobbiamo vivere veramente liberi.
In futuro dovremo affrontare questo tema.
Abbiamo anche molte altre cose da fare. Questo è un momento di vitale importanza per la "repubblica".
Dobbiamo convocare il Consiglio degli Anziani Cittadini e mettere la prima pietra della Town Hall. Definire le linee della politica estera e le modalità di difesa dei confini, dell'ordine interno e, in generale individuare i criteri di sicurezza.
Poi, dobbiamo coniare una nostra moneta ed organizzare i mercati, scegliere un regime economico e stabilire le regole che lo sostengono.
Inoltre, dobbiamo dare vita alle Istituzioni della Cultura, a quelle Civili ed a quelle Religiose.
E poi, abbiamo bisogno di eroi, poeti, inventori, scienziati...
Che avventura, la fondazione di una "repubblica" !!
Come è frenetica questa fase primordiale. Deve essere sempre stato così, all'inizio, anche negli altri Stati. Forse, loro erano avvantaggiati dal fatto di nascere dopo una grande rivoluzione, o una guerra catastrofica, o magari grazie ad un moto democraticamente gestito, un plebiscito, o un referendum, o qualcosa di simile.
Da noi, invece, che ci stiamo organizzando solo perché ci fa piacere, per stare meglio, per essere, o cercare di essere, veramente liberi e felici - cittadini liberi ed un popolo felice, intendo - da noi, invece, tutto deve essere pensato ex novo, con la fretta ed i rischi di errore che derivano da momenti come questo. Non è giusto correre dei rischi in momenti come questo!
Forse, però, alla fretta possiamo resistere. Sarebbe bene!
Rimane la frenesia. Anch'essa deve essere arginata.
Mettere ordine, prendersi il tempo necessario e fare le cose al meglio. Questo richiede il bene della "repubblica".
Questo dobbiamo fare per il nostro piacere."

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