28 novembre 2008

STAGIONE OPERISTICA DELLA REPUBBLICAINDIPENDENTE

Il FLAUTO MAGICO
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Trama - Atto I
L'azione si svolge in una zona che per alcuni aggettivi sembra l'Egitto, trasfigurato in una dimensione fantastica e fiabesca.Il principe Tamino sta fuggendo da un serpente e gli vengono incontro le tre dame della regina della notte per aiutarlo. Le dame lo presentano alla regina della notte, Astrifiammante, che lamenta il dolore per la scomparsa della figlia Pamina, rapita dal malvagio Sarastro. Tamino, affascinato da un ritratto della giovane, decide di andare con l'uccellatore Papageno a salvare la principessa. Le Dame consegnano a Tamino un flauto magico e un glockenspiel (carillon) fatato a Papageno. Tamino e Papageno si incamminano verso il Tempio di Sarastro, sotto la guida di tre ragazzi. Papageno giunge per primo al tempio e penetra persino nella stanza dove il perfido moro Monostatos tiene imprigionata Pamina. Papageno e Pamina, scacciando Monostatos, tentano la fuga. Tamino frattanto giunge di fronte a tre Templi (Natura, Ragione e Saggezza) e si confronta con un sacerdote che, oltre a smontare l'immagine di un Sarastro cattivo, pone domande a Tamino sul suo essere uomo. Tamino, sconcertato e disorientato, suona il flauto magico nella speranza di far comparire Pamina, invano. Trascinato da Monostatos, viene successivamente condotto al cospetto di Sarastro (alla presenza anche di Pamina), che lo libera e gli dice che, se vorrà entrare nel suo regno con Papageno, dovrà purificarsi. Tamino e Pamina si riconoscono e si amano da subito.
Mozart in Italia

« La nostra musica da chiesa è assai differente di quella d'Italia, e sempre più, che una Messa con tutto il Kyrie, Gloria, Credo, la Sonata all'Epistola, l'offertorio ò sia Mottetto, Sanctus ed Agnus Dei ed anche la più Solenne, quando dice la Messa il Principe stesso non ha da durare che al più longo tre quarti d'ora. Ci vuole uno studio particolare per questa sorta di composizione, e che deve però essere una Messa con tutti strumenti - Trombe di guerra, Tympani etc. »
(Wolfgang Amadeus Mozart da una lettera in "italiano" di Amadé al molto Rev.do Pad.e Maestro Giovanni Battista Martini, spedita da Salisburgo a Bologna, il 4 settembre 1776)
Dal 1769 al 1773 Wolfgang viaggiò con il padre per l'Italia, in varie riprese, soggiornando a Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna, Roma e Napoli.
I soggiorni milanesi diventeranno una importante esperienza formativa: Mozart (chiamato "Volgango Amadeo") rimarrà a Milano complessivamente per quasi un anno della sua breve vita. Incontrò musicisti (Johann Adolph Hasse, Niccolò Piccinni, Giovanni Battista Sammartini, Johann Christian Bach e forse anche Giovanni Paisiello), cantanti (Caterina Gabrielli) e scrittori (Giuseppe Parini, che scrisse per lui alcuni libretti).
Hasse rimase molto colpito dalle capacità del ragazzo, tanto che disse:
« Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti. »
L'epistolario
L'epistolario di Mozart, noto anche per la giocosità scurrile delle lettere in esso contenute, è stato reso pubblico nella sua interezza solo in tempi recenti. Per curiosità se ne propongono alcuni estratti.
«Vedi, sono capace di scrivere in tutti i modi che voglio, elegante o selvaggio, corretto o contorto. Ieri ero di pessimo umore e il mio linguaggio era corretto e serio; oggi sono allegro e il mio stile è contorto e giocoso». A Bäsle.

«Oui, con quanto sentimento defeco sul tuo naso, così che ti coli sul mento». Alla cugina Maria Anna, chiamata affettuosamente Bäsle.
«Ieri ascoltammo il re scoreggione / Era dolce come torrone / E benché non fosse granché in voce / Rumoreggiava in modo atroce». Alla madre
«Sono dispiaciuto di sentire che Herr Abate Salate ha avuto un colpo apoplettico, ma spero che con l'aiuto del Signore Truffatore le conseguenze non siano un insano pantano» (
1777 - Qui si nota chiaramente la diffidenza che Mozart provasse per la religione, e la comica irriverenza con la quale era solito apostrofarla).
«Ora le comunico una notizia che forse saprà già: quell'ateo e arcibirbone di
Voltaire, è morto come un cane. Che ricompensa!» lettera al padre Leopold (1778).

Lasciò Milano il 15 marzo 1770, per tornarci più volte. Arrivato a Lodi, sulla strada per Parma, scrisse le prime tre parti, Adagio, Allegretto e Minuetto, del quartetto KV80, completato con il Rondò che scriverà più tardi, forse a Vienna (1773) o a Salisburgo (1774). Tornerà a Milano per rappresentare le sue opere liriche. L'ultima a debuttare in un teatro italiano fu il Lucio Silla, nel 1772.
Un altro importante soggiorno fu quello di Bologna (in due riprese, da marzo ad ottobre 1770). Ospite del conte Gian Luca Pallavicini, ebbe l'opportunità di incontrare musicisti e studiosi (dal celebre castrato Farinelli ai compositori Vincenzo Manfredini e Josef Mysliveček, fino allo storico della musica inglese Charles Burney e padre Giovanni Battista Martini). A Parma ebbe l'occasione di assistere ad un concerto privato della celebre soprano Lucrezia Agujari, detta La Bastardella.
Amadeus prese lezioni di contrappunto da padre Martini e sostenne l'esame per l'aggregazione all'Accademia Filarmonica di Bologna (allora titolo ambitissimo dai musicisti europei). Il difficile e rigido esame dell'ancora giovane Mozart non fu particolarmente brillante, ed esistono prove del fatto che lo stesso Martini lo abbia aiutato in sede d'esame per favorirne la promozione. A Roma Mozart dà una straordinaria prova del suo genio: ascolta nella Cappella Sistina il Miserere di Gregorio Allegri e riesce nell'impresa di trascriverlo interamente a memoria dopo solo due ascolti. Si tratta di una composizione a nove voci, apprezzata a tal punto da essere proprietà esclusiva della Cappella pontificia, tanto da essere intimata la scomunica a chi se ne fosse impossessato al di fuori delle mura vaticane. L'impresa ha i caratteri dello sbalorditivo, se si pensa all'età del giovanissimo compositore e alla incredibile capacità mnemonica nel ricordare un brano che riassume nel proprio finale ben nove parti vocali.Dopo tale impresa i salisburghesi si recarono a Napoli, dove soggiornarono per sei settimane e dove la proverbiale scaramanzia partenopea additava all'anello che portava il compositore al dito la genesi delle sue incredibili capacità musicali, tanto da costringerlo a toglierselo.Ma a parte la scaramanzia, Napoli nel 1770 era la Capitale della Musica oltre che quella di un Regno, e i Mozart ebbero modo di sondare il terreno della produzione musicale napoletana. Amadeus era attratto dagli innovatori della musica a Napoli Traetta, Cafaro, Ciccio De Majo e principalmente Paisiello. Come riporta Pasquale Scialò nel suo volumetto Mozart a Napoli - Alfredo Guida Editore ISBN88-7188-092-7 - Da Paisiello secondo Albert, il giovane Mozart doveva apprendere diversi aspetti"[...] sia per i nuovi mezzi espressivi sia per l'uso drammatico-psicologico degli strumenti.( Hermann Abert, Mozart la giovinezza 1756-1782, Milano il Saggiatore, p.187). Mozart a Napoli viene ad imparare, nonostante i positivi riscontri a Bologna e a Roma, la Città lo ignora. Ferdinando IV di Borbone all'epoca diciottenne, non lo riceve a corte se non in una visita di cortesia presso la Reggia di Portici. Nessuna scrittura nei Teatri napoletani nessun concerto alla corte della Capitale della Musica. La qualità e la quantità della musica prodotta a Napoli induce il padre Leopold in una lettera al figlio del 23 febbraio del 1778 ad affermare: Adesso la questione è solo: dove posso avere più speranza di emergere? forse in Italia, dove solo a Napoli ci sono sicuramente 300 Maestri [...] o a Parigi, dove circa due o tre persone scrivono per il teatro e gli altri compositori si possono contare sulle punte delle dita? Il viaggio di ritorno verso la casa natia iniziò con una nuova sosta a Roma, dove Papa Clemente XIV gli conferì lo Speron d'oro. Indi ripartirono passando per Bologna, dove come detto sopra, Mozart sostenne l'esame all'Accademia, e giunsero poi a Milano dove Wolfgang sperò di rimanere come compositore di corte, ma le sue aspettative furono frustrate da Maria Teresa d'Austria . A marzo del 1771 i Mozart tornarono a Salisburgo dove vi rimarranno fino ad agosto, quando ripartiranno per un secondo viaggio in Italia, di quattro mesi.A Milano in ottobre viene rappresentata l'opera Ascanio in Alba su libretto di Giuseppe Parini per celebrare le nozze dell'Arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este d'Austria con la Principessa Maria Beatrice Ricciarda d'Este di Modena.Nel dicembre dello stesso anno Wolfgang con suo padre torna nella città natale.Il terzo e ultimo viaggio in Italia durò dall'ottobre del 1772 fino al marzo del 1773, periodo in cui di rilievo è la composizione e la rappresentazione dell'opera Lucio Silla a Milano. Dopo un iniziale insuccesso, questa opera seria divenne ancora piu rappresentata e apprezzata della precedente e applaudita Mitridate, re di Ponto, su libretto di Cigna-Santi basato sull'omonima opera francese di Racine tradotta dal Parini, e diretta dallo stesso Mozart per la stessa città nel 1770.

5 commenti:

pietro d. perrone ha detto...

Visit Youtube, voice Mozart, Il flauto magico, Diana Damrau as Queen of the Night II. And travel...

teoderica ha detto...

Direi che la stagione inizia bene. Devo pagare il biglietto? Il Flauto Magico l' ho sentito anni fa a Ravenna, la trama è complicata,una fiaba qualcuno dice anche esoterica, io non l' ho mai capita fino in fondo. Ma l' opera va capita secondo te o sentita? A me capita di dover chiudere gli occhi per apprezzare i pezzi che mi piacciono di più ( hai presente i gorgheggi del video che hai messo )non riesco se guardo a sentire con la stessa intensità.Di Mozart mi piace tantissimo quell' opera in cui c'è il pezzo........là ci darem la mano, la mano ci darem .... In dicembre vado a sentire " Il matrimonio inaspettato" di Paisiello, il Maestro Muti sta riproponendo le opere buffe napoletane, io le trovo divertenti, rilassanti, vere cariche di ottimismo. Ma sai ci sono gli assidui che si lamentano , dicono che è robaccia.Ciao.

teoderica ha detto...

Ancora io, gli impettiti , gli esperti che criticano l' opera buffa ,devono sempre vedere 4 o 5 morti per dire ohhh! io gli rispondo picche anche se non capisco niente.Riciao.

pietro d. perrone ha detto...

Ho avuto problemi nel post dei commenti. Devo essere proprio rinco...

La stagione è iniziata dedicata a Mozart, che è un genio irridente e che - come leggo sulla tua pagina - ti piace. Più di Verdi.

Gli impettiti sono tromboni sfiatati, che non capiscono quello che dicono, non hanno sensibilità alcuna. Nè cervello.
La musica deve sentirsi, sulla pelle, nelle vene. La musica, dice qualcuno dei miei amici filosofi, che sta nelle pause, nel silenzio tra una nota e l'altra. Così siamo noi a dargli il senso.

Mi piace l'opera quando non vuole essere troppo seriosa, quindi, va bene Mozart e naturalmente sarà splendido Paisiello, che non ho mai ascoltato. Ma l'opera buffa è bene. Verdi è troppo serio, per me. Troppo smielato, se posso dire così. Qualche aria (pezzo) è pura invenzione, ma in genere è troppo sentimentale.
Meglio una sana ironia, come lo splendido Mozart. Eterno bambinone. Genio inventivo puro.

teoderica ha detto...

Ciao Pietro, anch'io sono rinco... sto cercando di migliorare il blog ( sono andata nel blog di Annarita, e da lì a quello dei suoi commentatori, mi piacerebbe che ci andassi anche tu ,ce ne sono di molto beeelli ) e faccio dei casini, perdendoci ore di sonno. Pasticciona di natura anche se anelo all' ordine.Anzi ho visto che mi hai messo nei blog che segui ( grazie), vedrai che prima o poi ci riuscirò anch'io. Ho apprezzato molto i tuoi video su Mozart ( anzi finito il commento vado ad ascoltarli)ho bisogno di musica , ma è proprio quando ne hai maggiormente bisogno che non hai voglia di ascoltarla ( proprio come quando sei depresso, tutti ti dicono...esci...e tu non ne hai proprio voglia)ma tu l' hai messa nel post , io l' ho ascoltata e ora sto meglio. Grazie.

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