2 dicembre 2008

MOZART E SALIERI




MOZART E SALIERI (GARZANTI)


Traduzione di Silvana de Vidovich


SCENA PRIMA
Una stanza

SALIERI Dicono: non c'è giustizia in terra.Ma nemmeno in cielo. Per me questoè chiaro quanto una scala musicale.Amo l'arte da quando sono nato;ero un bambino quando in chiesal'organo suonava, ed io, rapito,senza fiatare, l'ascoltavo, lasciandoche dolci lacrime scorressero.I futili svaghi presto abbandonai;detestando le scienze alla musica estranee,con volontà determinata ed arroganzale rifiutai, per dedicarmi alla musicasoltanto. L'inizio del mio viaggiofu difficile e noioso. Ma superaile avversità iniziali. Il mestieremisi alla base della mia artee divenni un artigiano: le mie ditaresi agili, sciolte ed obbediential mio orecchio. Eliminato il suono,la musica sezionai come un cadaveree l'algebra applicai all'armonia. Quandosicuro mi sentii tecnicamente,al piacere creativo osai abbandonarmi.Iniziai a comporre, ma in silenzio, di nascosto,senza mai pensare a diventar famoso.Spesso nella quiete della mia stanzasenza mangiare per giorni, né dormire,dopo l'estasi e il pianto dell'ispirazione,bruciavo tutto e indifferente guardavole idee e i suoni da me creati,svanire in lieve fumo. Del resto quandoil grande Gluck apparve e ci aprìnuovi segreti (imperscrutabili e seducenti)non gettai io via quanto già sapevo,ed amavo, a cui con ardore io credevo,per seguirlo con coraggio, come chi,smarritosi, viene mandato per tutt'altra via?Con tenace e ferma ostinazione,nella sublime arte io raggiunsialfine alti livelli. La gloriami sorrideva e nei cuori della gentele mie opere trovavano armoniose rispondenze.Felice e sereno, gustavo in paceil lavoro, il successo e la fama,non solo miei ma di tutti gli amicie i compagni di quest'arte divina.No! Non ho mai provato invidia.No, mai! Né quando Piccinni seppeammaliare l'orecchio dei rozzi parigini,né quando per la prima volta ascoltail'ouverture dell'Ifigenia.Chi avrebbe detto che il fiero Salieriera un ignobile invidioso,una serpe che si schiaccia sotto i piedie che, impotente, morde la polvere?Nessuno!... Ma ora, lo confesso, orasono invidioso. Sì, invidioin modo profondo e doloroso.O Dio! Dov'è giustizia, se il dono sacro,se l'immortale genio non è concessoin premio ad un amore ardente, a un durolavoro, a tanti sacrifici e tantepreghiere, ma risplende sul capod'un folle, d'un vacuo perdigiorno?...O Mozart, Mozart!
(Entra Mozart)
MOZART Ah! M'hai scoperto! E io che...volevo farti una sorpresa.
SALIERI Sei qui! Da molto?
MOZART Adesso, sono arrivato. Venivoper mostrarti una cosa... ma...passo accanto a una locanda e sentoil suono di un violino... No, amico mio,non ho mai sentito niente di più buffoin vita mia... Un violinista ciecosuonava «Voi che sapete»... Eccezionale!Te l'ho portato qui, perchétu ascolti la sua arte. Entra!
(Entra un vecchio cieco, col violino)
Suona qualcosa di Mozart!
(Il vecchio esegue l'aria dal «Don Giovanni»; Mozart ride divertito)
SALIERI Come puoi ridere?
MOZART Ma perché, Salieri, tu, non ridi?
SALIERI No. Io non rido, se un povero imbianchinorovina un Raffaello. Io non rido seun qualunque cantastorie storpia,coi suoi scherzi, l'Alighieri.Vattene vecchio!
MOZART Un momento: tieni,bevi alla mia salute. (Il vecchio esce)Salieri, non mi sembri di buon umore.Tornerò un'altra volta.
SALIERI Che mi portavi?
MOZART No. Nulla, una sciocchezza... giorni fa,tormentato dalla mia insonnia abituale,m'erano venute in mente due o tre cosee, oggi, le ho buttate giù. Volevo sentireun tuo parere; ma adesso non è il momento!
SALIERI Mozart! Mozart!Come non è il momento! Siedi!T'ascolto.
MOZART (al pianoforte)Immaginati... uno...uno come me, solo un po' più giovane,innamorato, non troppo, solo un poco.Sta con la sua bella. No! Con un amico,te, per esempio... È felice! E all'improvviso:vede una tomba, tutto si oscura...buio... Sta a sentire. (Suona)
SALIERI Avevi dentro questo e...come hai potuto fermarti alla locandae ascoltare quel violinista cieco! Dio mio!Mozart, non sei degno di te stesso.
MOZART Allora, ti piace?
SALIERI Che profondità!Che originalità, che armonia!Mozart, sei un Dio e non lo sai;ma io, io lo so.
MOZART Bah! Davvero? Sarà!... Mala mia parte divina adesso ha fame.
SALIERI Ascolta; pranziamo insiemealla locanda del Leon d'oro.
MOZART Mi sta bene;ma lasciami passar da casa,per avvertir mia moglie che a pranzonon m'attenda. (Esce)
SALIERI Vai, ma guarda che t'aspetto.No! Non posso oppormi oltre al mio destino:tocca a me fermarlo, prima che per tuttii devoti servitori della musica,e non soltanto per me e la miamisera gloria, sia la rovina...A cosa serve che Mozart vivae nuovi trionfi raggiunga?Potrà aiutare l'arte? No!Morto lui, di nuovo cadrà in basso:non ci saranno suoi eredi.A che serve uno come lui? Novello cherubinoci ha portato dei canti celestiali,risvegliando in noi, poveri mortali,desideri inappagati e poi ha preso il volo!Che voli via, allora! Meglio al più presto!Ecco il veleno, ultimo dono della mia Isora.Lo porto con me da diciott'anni -da allora, spesso la vita mi è sembratauna insopportabile ferita, spesso alla stessamensa, con l'ignaro nemico, son rimastoma mai ho ceduto alla sottile tentazione,pur non essendo io un vigliacco,pur sentendo io viva l'offesa,pur amando io poco la vita. Rimandavo sempre.Tormentato da una voglia di morte,mi dicevo: perché morire? Forse la vitami farà inaspettati doni; forsela notte mi porterà l'ispirazionee l'estasi creativa; forse un nuovo Haydncomporrà cose sublimi e io potrò goderne...Banchettavo con l'odiato nemico e pensavoche, forse, ce n'è uno ancor peggiore;che, forse, peggiore offesa da superbe cimemi cadrà addosso e che allora questo donod'Isora sarebbe stato più utile.Non mi sbagliavo! Finalmente ho trovatoil mio nemico e il nuovo Haydn in meha rinnovato l'entusiasmo.Ora ci siamo! L'agognato dono d'amorepassa, oggi, nella coppa dell'amico.

SCENA SECONDA
Una stanza appartata in una locanda; un pianoforte; Mozart e Salieri sono seduti a tavola.
SALIERI Perché sei così tetro?
MOZART Io? No!
SALIERI Di certo, qualcosa ti turba, Mozart.Il pranzo è buono, il vino eccellentee tu te ne stai lì in silenzio, tutto cupo.
MOZART Confesso,che il mio Requiem mi preoccupa.
SALIERI Ah!Stai componendo un Requiem? Da molto?
MOZART Tre settimane. Ma è un caso strano...Non te ne ho parlato?
SALIERI No.
MOZART Ascolta allora.Tre settimane fa rincasai tardi.Qualcuno, mi dissero, era venutoa cercarmi. Non so perché.Ci pensai tutta la notte: chi era?e che voleva? L'indomani costuitorna e ancora non mi trova.Il terzo giorno, mentre gioco con mio figlio,mi chiamano e io vado.Un uomo tutto in nero mi saluta,s'inchina, mi commissionaun Requiem e scompare. Subitomi metto a scrivere e da alloral'uomo in nero non è più tornato;io ne son contento: mi dispiacerebbesepararmi dal mio lavoro che da tempo,del resto, è ormai già pronto. Eppure...
SALIERI Cosa c'è?
MOZART Mi vergogno a dirlo...
SALIERI Di che si tratta?
MOZART Quell'uomo in nero, giorno e nottepiù non mi dà pace. Mi segue ovunque,come un'ombra. Anche adessoho l'impressione che sia il terzoqui seduto in mezzo a noi.
SALIERI Smettila! Cos'è questa paura infantile?Non pensarci più! Beaumarchaismi diceva sempre: «Caro Salieri,quando ti prendono neri pensieri,stappa una bottiglia di champagne,oppure Le nozze di Figaro rileggiti».
MOZART Già! Ma Beaumarchais era tuo amico;tu per lui hai scritto Tarare,un'ottima cosa. C'è un motivoche io canto sempre quando son felicela la la la... Dimmi un po' Salieri,è vero che Beaumarchais avvelenò qualcuno?
SALIERI Non credo: era un tipo troppoburlone per un gesto simile!
MOZART Era comunque un genio,come tu ed io. Genio e delittosono fra loro incompatibili. Non è vero?
SALIERI Tu credi? (Versa il veleno nel bicchiere di Mozart)Ma ora bevi.
MOZART Alla tua salute!Alla sincera unione che legaMozart e Salieri, figli dell'armonia. (Beve)
SALIERI Aspetta! Aspetta! Hai già bevuto!Senza di me?
MOZART (getta il tovagliolo sul tavolo)Basta son sazio (Va verso il pianoforte)Ascolta il mio Requiem, Salieri.
(Suona) Piangi?
SALIERI Sì. Piango, provando per la prima voltagioia e dolore insieme,come se assolto avessi un arduo compitoo una benigna lama m'avessereciso un arto sofferente! Mozartamico mio, non badare a queste lacrimecontinua a colmare l'anima mia di suoni...
MOZART Ah! Se la forza dell'armoniapotessero così sentire tutti... Ma no! Il mondocesserebbe d'esistere; nessuno piùs'occuperebbe dei bisogni d'ogni giorno;e ognuno alla libera arte s'abbandonerebbe.Noi eletti, fortunati e liberisiamo in pochi a trascurare i vili interessi,noi, destinati a servire la bellezza.Non è così? Ma adesso, non sto bene.Qualcosa m'opprime; andrò a dormire.Addio!
SALIERI Arrivederci. (Solo)E a lungo,dormirai, Mozart. Se avesse ragione lui,e io non fossi un genio? Genio e delittosono incompatibili. È falso:e Buonarroti allora? Era una diceriadella plebe ottusa e stolta, oppurel'artista del Vaticano non fu mai un assassino?







7 commenti:

teoderica ha detto...

Lo credo che ti occorre tempo per il blog, stai lavorando di cesello. Aspetto la Primavera di Vivaldi e quella di Botticelli.

pietro d. perrone ha detto...

Brava.
Bell'accoppiata.
Aggiungerei Marsilio Ficino ed Ermete Trimegisto.

A presto

teoderica ha detto...

Caro Pietro se capiti da me , avrei piacere se ti va , che tu leggessi il commento di Gaetano(Era da Annarita ma Gaetano l' ha trasloccato al mio post sull' accidia)e andassi a vedere i link sulla Melaconia, Delfi e gli altri due. E' stupefacente quello che sa su miti , simboli e arte, sono sicura che è un tuo "parallelo" e potresti trovare un degno interlocutore. Aspetto poi di sentire da te cosa ne pensi . Ciao.

Jean Botquin ha detto...

Ceci pour vous dire que j'adore Venise, Rome, Florence et la Toscane. Helas je ne parle ni n'écris votre langue...

teoderica ha detto...

Dove sei Pietro? Ci sono novità. Nella repubblica è arrivato un francese, pensa un po' un francese, speriamo che la tua Repubblica non diventi un impero.Gaetano ha lasciato da me un commento per te. E che commento ( come ripete Annarita) Ciao.

pietro d. perrone ha detto...

Cara Tea, grande la novità. So che è un belga.
Ecco il suo blog:

http://jeanbotquin.blogspot.com/

Ma tu non eri una concittadina? Perche la chiami la MIA repubblica? Non ti appartiene ? Una volta me lo hai scritto di essere cittadina della repubblicaindente. Non ci sono cerimonie per il conferimento della cittadinanza. Chi la desidera l'ha già.

teoderica ha detto...

......ciao, ho lasciato da me un commento ad Annarita che è anche per te.......mi svelo, tolgo il velo ,se c'era......ormai non mi considero solo concittadina ma anche amica ( se a te va bene).......ciao

ROMA Meditazione orale

Loading...

Martin Luther King dream and dead

Loading...

elogio della schiavitù

Loading...

LORCA by COHEN refrain

Loading...

MERAVIGLIA !

Loading...

ISHTAR

Loading...

Peter WEISS

Loading...

MILENA JESENSKA' E FRANZ KAFKA

Loading...

DANTE GABRIEL ROSSETTI

Loading...

ALSO SPRACH ZARATHUSTRA

Loading...

Dylan Thomas

Loading...

Albrecht Durer

Loading...

PICASSO

Loading...

ALVARO DE CAMPOS - PESSOA

Loading...