Francis Bacon.
"Testa di uomo".
1950.
Non sono necessarie le parole.
Le immagini a sè da sole bastano.
Solo una precisazione qui ci vuole.
I muri alzati ogni volta cascano.
Ogni uomo cercò sempre l'altro uomo.
Ma da sempre, quando un muro li sedusse,
Una tempesta, un lampo, un tuono,
Giunse presto, e in rovina li ridusse.
A parte questi versi eccessivamente scolastici di un dilettante come me, voglio dare spazio alle immagini.
Le immagini raggiungono il cuore dal fondo dell'occhio nel quale penetrano.
Anche le parole penetrano attraverso gli occhi, ma fanno un percorso differente.
Le prime, le immagini, aggrappate alla silhouettes delle cose su cui sono modellate, come Ulisse ed i suoi compagni aggrappati alla lana delle pecore di Polifemo, precipitano sul fondo del cuore e lì depositano il loro contenuto di fatti e di sentimenti.
Le altre, invece, le parole, ondeggiano leggere, sospinte dal refolo dei pensieri che sgorgano dal loro significato e, come le foglie sospinte dal vento, è difficile comprendere il punto esatto su cui finiranno per poggiarsi.
Le immagini di questa sera sono dedicate alla lotta contro ogni divisione fra gli uomini.
A volte quel tentativo assume la forma fisica, materiale, concreta, di un muro.
Altre volte, invece, la materiale volontà di rendere gli uomini diversi, assume il carattere etereo delle idee, ma la forza del potere le fa ritornare a terra con uno schianto pesante.
Le idee di razza, di religione, di cultura sono forme leggere, leggiadre, che volano alte, che vengono spinte per ogni dove dal bisogno degli uomini di riconoscersi e di rassomigliarsi.
In ogni dove gli uomini si riconoscono fra di loro se hanno lo stesso colore della pelle o la stessa lingua o se pregano nello stesso modo. Non basta neanche che credano nello stesso dio. E' proprio necessario che preghino nello stesso modo. Ma anche la lingua diversa è un grave ostacolo alla malattia che impedisce agli uomini di riconoscersi se i suoni pronunciati dalla gola, pur essendo ispirati dagli stessi sentimenti, hanno pronunce diverse.
Ma il colore della pelle degli uomini varia a seconda dell'esposizione alle latitudini ed alla longitudine sul pianeta. Ed il nome degli dei, anche se designa divinità del tutto equivalenti, suona diverso da paese a paese, da città a nazione. E la preghiera, in alcuni templi, viene porta al dio inginocchiandosi verso est, in altri casi verso ovest. Ed i suoni che vengono soffiati fuori dalle sistoliche contrazioni dei sentimenti umani, assumono sonorità differenti a seconda dei luoghi e dei tempi.
Ma tutto questo confonde i deboli, gli ignoranti, i distratti.
Le immagini cadono pesanti nel lago della nostra percezione, improvvise, schizzano dappertutto, e provocano quei cerchi nelle nostre coscienze che si propagano fino ai confini più inaccessibili della nostra umanità.
E questo con