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17 giugno 2009



Ambrogio Lorenzetti, La città ideale: il buon governo

COSTITUZIONE DELLO STATO DI UTOPIA


1. Va affermato che il principio della Ragione è l’unico, per quanto relativo e limitato, a poter dirimere le controversie tra gli Uomini, all’interno degli Stati, e fra gli Stati, per le questioni di carattere internazionale. Nessuna guerra può essere giustificata.

2. La Vita è patrimonio assoluto dell’Umanità Universale e va rispettata, difesa e protetta con ogni mezzo. Essa non può essere svilita o mortificata né ridotta al rango di merce.

3. Gli uomini sono tutti uguali. La vita di ogni individuo è unica e gli appartiene quale patrimonio esclusivo, inalienabile ed incomprimibile ed in quanto tale va difesa e protetta. Se una vita dipende dal sacrificio di un’altra dovrà essere usato ogni mezzo ragionevole per difenderle entrambe.

4. La varietà delle Culture è la ricchezza dell’Umanità. Le differenze di pensiero, e dei mezzi espressivi e culturali che lo rendono manifesto sono il riflesso della ricchezza dell’Umanità. Il patrimonio delle Culture dell’Umanità è unico e garantisce la diffusione ed il rispetto della cultura di ciascun Popolo.

5. Deve essere promossa ogni iniziativa ed ogni attività che favorisca l’istruzione individuale e lo scambio culturale fra gli uomini.

6. L’idea di Popolo deve necessariamente trovare un corrispettivo in quella di Umanità. Nessun Popolo potrà considerarsi libero e schivo dal pericolo se non vengono riconosciuti e protetti i Diritti Fondamentali dell’Umanità.

7. La Storia dell’Uomo è il terreno che nutre la pianta dell’Umanità. Deve essere promossa la costruzione e la diffusione della conoscenza della Storia Universale e deve essere impiegata una scala per la misurazione del Tempo Storico valevole su scala planetaria, slegata da riferimenti fideistico-religiosi.

8. La cultura è un patrimonio indivisibile dell’Umanità. Per i monumenti, i siti archeologici e le opere d’arte deve essere istituito un regime di proprietà internazionale che assicuri a tutta l’Umanità la fruizione del patrimonio storico-artistico. I beni vanno lasciati o restituiti ai Paesi d’Origine, là dove hanno trovato ragione di nascere. Va promossa ogni iniziativa per rendere l’Umanità consapevole che tale patrimonio è unico ed indivisibile.

9. Il patrimonio culturale dell’Umanità deve giovarsi di una banca dati Universale e collettiva riconosciuta da tutti ed a disposizione di ognuno. Il patrimonio di libri, fotografie, opere filmate (come Youtube) deve essere riconosciuto Patrimonio culturale dell’Umanità; ne deve essere protetto il diritto di accesso gratuito da parte di tutti e ne devono essere garantiti permanentemente l’accrescimento e l’aggiornamento tecnologico.

10. Per realizzare l’ideale di Umanità Universale, gli Stati nazionali si sciolgono per consentire la costruzione degli stati Uniti del Mondo.


Altri modi di dire:
1. L’albero della Vita;
2. La pianta della Fertilità;
3. L’albero della Conoscenza

16 aprile 2008

Dall'Aula del Parlamento

Il Primo Cittadino, stasera, tiene il primo discorso ufficiale della "repubblica".
L'aula del Parlamento viene inaugurata per l'occasione e tutte le strumentazioni sono state provate per consentire la migliore riuscita di questa speciale serata.
Il tema è di particolare importanza, è fondamentale. Da questo discorso potrebbe dipendere l'esito, la riuscita, il raggiungimento degli scopi della "repubblica indipendente".
A questo punto dobbiamo descriverlo, il Primo cittadino, mentre affronta questo momento topico.
E' alto, forte, molto teso.
Sul viso gli si nota appena lo sforzo di tenere a bada la tensione. Gli si serrano i denti e gli impallidiscono le gote. Ma gli occhi, gli occhi, esprimono calore, e calma. E' uno sguardo profondo, che vede lontano.
Ha il portamento eretto, il contegno nobile e deciso, ma al tempo stesso sembra gentile e cordiale.
Il suono della voce è caldo ma fermo.
Ecco, però, ora il resoconto del discorso.
"Programma della Repubblica Indipendente.
Ci sono molte cose da fare, ora che la "repubblica" è nata.
Prima di tutto... prima di tutto si dovrebbero stabilire le regole di funzionamento, una Costituzione.
... il problema vero non è di carattere tecnico, la scelta fra i diversi tipi di governo, i princìpi, i poteri, il sistema elettorale, eccetera.
Il problema vero è se dobbiamo assoggettarci ad una Costituzione oppure se dobbiamo vivere veramente liberi.
In futuro dovremo affrontare questo tema.
Abbiamo anche molte altre cose da fare. Questo è un momento di vitale importanza per la "repubblica".
Dobbiamo convocare il Consiglio degli Anziani Cittadini e mettere la prima pietra della Town Hall. Definire le linee della politica estera e le modalità di difesa dei confini, dell'ordine interno e, in generale individuare i criteri di sicurezza.
Poi, dobbiamo coniare una nostra moneta ed organizzare i mercati, scegliere un regime economico e stabilire le regole che lo sostengono.
Inoltre, dobbiamo dare vita alle Istituzioni della Cultura, a quelle Civili ed a quelle Religiose.
E poi, abbiamo bisogno di eroi, poeti, inventori, scienziati...
Che avventura, la fondazione di una "repubblica" !!
Come è frenetica questa fase primordiale. Deve essere sempre stato così, all'inizio, anche negli altri Stati. Forse, loro erano avvantaggiati dal fatto di nascere dopo una grande rivoluzione, o una guerra catastrofica, o magari grazie ad un moto democraticamente gestito, un plebiscito, o un referendum, o qualcosa di simile.
Da noi, invece, che ci stiamo organizzando solo perché ci fa piacere, per stare meglio, per essere, o cercare di essere, veramente liberi e felici - cittadini liberi ed un popolo felice, intendo - da noi, invece, tutto deve essere pensato ex novo, con la fretta ed i rischi di errore che derivano da momenti come questo. Non è giusto correre dei rischi in momenti come questo!
Forse, però, alla fretta possiamo resistere. Sarebbe bene!
Rimane la frenesia. Anch'essa deve essere arginata.
Mettere ordine, prendersi il tempo necessario e fare le cose al meglio. Questo richiede il bene della "repubblica".
Questo dobbiamo fare per il nostro piacere."