Jacob Peter Gowy 1636-37L'uomo. Era un uomo fatto.
Un architetto. Un pittore.
Un fabbricante d'artifici.
Incantatore di meraviglie,
di mostri di ferro.
Viventi.
Il ragazzo. Era ancora acerbo.
Un aiutante, un apprendista.
Un pò sognatore. Smarrito.
Spavaldo. Inseguiva
le stelle. I suoi sogni.
La vita.
Le ali. Erano di cera rappresa,
raccontano i lavoranti, stupìti.
meravigliati, curiosi,
con gli occhi accecati
dal sole alto,
abbagliante.
Il volo. Era un sogno millenario,
un movimento degli dei,
raccontato dai poeti.
Dal loro cuore nascevano
quelle creature
onnipotenti.
Il cielo. Era un regno inviolato,
uno spazio vietato
agli uomini gravi.
L'innocente girdino
di una vergine celeste,
selvaggio.
L'uomo. Lanciò la sfida
all'azzurra vampa del sole.
Montò con un balzo sulle ali.
Empio. E librò il volo.
Il baratro lo avvolse.
Orrendo.
Un brivido. La fronte serrata.
Virò verso l'alto picco illuminato.
La radura, dal fondo, lentamente sparì.
Il mare si restrinse.
Il cedro. Maestoso.
Lo salutò.
Il ragazzo. I polpacci ancora implumi
inchiodò alla macchina. Vorace.
Verso il sogno ingannatore
piantò lo sguardo trasognato.
Tracciò ingannevole la rotta. Rapace.
Si slanciò.
L'uomo ed il ragazzo. Aquile orgogliose.
Volteggiavano. Verso gli astri
scitillanti. Nuove stelle
vaganti nella misteriosa volta
inesplorata del cielo
primordiale.
La meraviglia. Traboccarono palpitando
le loro vene possenti, stretto
nella gola l'urlo si strozzò.
Il lago salato si strinse sotto di loro,
mentre la verde vetta acuminata
svaniva.
Tragedia. Un istante.Eterno.
Scoccava il tempo assegnato.
La macchina. Traditrice.
Disarcionò l'imberbe cerbiatto.
O attimo fatale! Il meccanismo
fallì.
Lacrime. Silenzio. L'aria fendeva
l'umana saetta. Scrutando
nell'azzurro marino salato.
Invocava gli dei. Sacrifici. Sangue
animale. Grasso odoroso. Prometteva
agli dei.
Il giovane toro. Nel lampo veloce
del volo si perse. Con gesto furtivo.
La chioma scomposta. Il volto scavato.
Il sorriso ferito. La smorfia traversa.
La gioia folle di vivere.
Sconfitto.
Lo schianto. Sulla superficie salata
l'ingranaggio schiantò. Il giovane sangue
si confuse alla schiuma. Sassi,
le lacrime. Nere perle senza riflesso.
Nel mare perdute. La speranza di un uomo
s'infranse.
Il vecchio. Nel cuore rattrappito,
gelato, nuotava, il ricordo del giovane passero.
L'aveva dipinto coi colori del cielo.
L'aveva rapito il suono del mare.
Disperato. Solitario.
Si spense.
Il giovane. Era cresciuta la manta.
Volava nel mare salmastro.
Sul verde del fondo. Planava.
Immemore. Anima senza peso.
Voluttuosa. Morbida seta.
Sfumò all'orizzonte.
Si perse.......