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22 giugno 2009


dal blog di Conchita De Gregorio
Il direttore
21/06/2009 22:17


Avremmo voluto dedicare la prima pagina allo scandalo della legge che vieta le intercettazioni (la legge-bavaglio in discussione in aula domattina), alla strepitosa ennesima trovata del governo che vorrebbe renderla retroattiva non avendo fatto in tempo ad approvarla prima del Bari-gate. Così, con un colpo di mano incostituzionale, non sapremmo niente delle escort che entrano ed escono in auto a vetri oscurati da Palazzo Grazioli (ma se non controlla nessuno all'ingresso come si fa poi a lamentarsi della sicurezza del premier, come si fa a prendersela con un fotografo se qualunque ragazza armata di telefonino ha accesso alla camera dal letto del presidente, come si può tirare in ballo il capo dei Servizi se chi regola l'accesso a Palazzo è Giampi Tarantini, produttore di protesi e bon vivant barese con annesso giro di escort e di droghe?). Avremmo voluto dirvi degli altri luoghi dove si svolgono feste di farfalle e parlare della censura a cui presto tutti - non solo chi vede il Tg1 - saranno piegati per volere del sultano. Però poi c'è la nostra censura e ce n'è un'altra. Ci sono i regimi da operetta, da farsa e da tragedia. Ci sono ragazze che dichiarano ai giornali «quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina» e ci sono loro coetanee, molto lontano da palazzo Grazioli, che scendono a manifestare per la democrazia e non tornano a casa la sera. Gli occhi di Neda, 16 anni, cancellano ogni altro pensiero. Non so quanti di voi abbiano visto il video sul web: gli spari, i suo occhi sgranati, le urla degli amici e del padre. Sul web: le tv non lo mandano. Così abbiamo messo un fermo-immagine da Teheran in prima pagina. L'ultimo istante di una ragazza che era uscita da casa per dire «dov'è il mio voto?», per manifestare contro il regime che è anche - prima di tutto - censura delle voci libere. Ali Izadi, giornalista iraniano che da oggi ospitiamo sulle pagine dell'Unità, racconta della telefonata di una sua collega a casa della famiglia di un ragazzo morto negli scontri. Un ragazzo come Neda. 25 anni. Si sentono le urla della madre, la telefonata interrotta. I Servizi segreti si inseriscono. La giornalista intimidita. Ci sono molti modi per intimidire. Gli spari e i ricatti, le leggi fatte apposta. Bisogna stare ad occhi aperti, meglio farlo da vivi. Bisognerebbe far sentire agli amici di Neda che noi siamo qui, siamo con loro. Bisognerebbe che l'opposizione in questo paese battesse un colpo, forte e netto, per dire che nessuna forma di dissenso può essere soffocata con violenza. In nessun modo, a nessuna latitudine.

14 novembre 2008

Circolazione stradale

Nella repubblicaindipendente si circola liberamente.
Che sollievo!
Oggi ho fatto un viaggio nellla repubblica d'italia.
Sono rimasto veramente sorpreso. Mi trovavo a Roma, nelle vicinanze del Foro Romano, non lontano dal Colosseo. Precisamente stavoall'altezza di Piazza Venezia, famosa, famigerata piazza italiana, con l'affaccio di un balcone famoso.
Il paesaggio era davvero inspiegabile.
Tanti giovani allegri, in allegra processione, che inneggiavano all'istruzione libera e feconda.
Tanti, ma tanti giovani, colorati, come sa essere colorata la ioventu. Quasi un Carnevale, una corteo dionisiaco, se fossero state aperte, come da noi,le fontane del vino. Lungo la strada, sullo sfondo del corso Vittorio, una duplice fila di camionette. Come in guerra. Come un assedio.
Ma chi poteva avere paura di quei giovani così allegri, che cantavano, strepitavano, e grndavano di vita e di gioia!!
Eppure, due file di blindati, un autobus per traverso sulla stradad del Corso.
Ma chi abita da quelle parti?
Ho provato a chiedere, ma nessuno mi ha saputo rispondere, e così mi è venuto in mente del personaggio dell'Odisseo chiamato Nessuno. Ma quello era il soprannome di un Eroe. A Roma, nessuno può aver paura dei giovani che inneggiano alla vita ed al futuro. Erano tanti!
Erano veramente stonate quelle camionette blindate.
Il filosofo Aristotele, nell'aantica Grecia, il maestro di Alessandro il Grande, il grande sognatore, aveva fondato una scuola per i giovani che si caratterizzava per il fatto di svolgere le lezioni in giro per la città, in giro per la splendida Atene.
Come poteva immaginare, lo Sragirita, lìeterno Aristotele, che qualcuno potesse, un giorno avere paura della folla di una scuola di studenti che innegiano alla scuola ed all'impegno?
Dev'essere un nano, un governatore nno, contornato di altri nani e ballerine, se ha potuto avere paura di tanta bella giovemtù.
Non è bella l'Italia.
E' un paese strano.
A essre bella è bella. Roma è come una donna affascinante, stupenda, ammaliante. E' come una strega. Maestra del piacere della bellezza. Strega di ogni male.
Era una ferita quella doppia fila di mezzi militari a sbarrare il passo al futuro.
Ma come si vive nlla repubblica italiana?
Da noi, per fortuna, per grazia di dio e degli eroi della patria, da sempre siamo tolleranti. Non abbiamo mezzi militari che sbarrano il passo ai giovani belli.
Pensiamo che la bellezza sia la regina della nostra repubblica.
A nessun altro che alla bellezza di pensiero, alla purezza di animo, alla candida giustizia, concederemmo di sbarrarci il passo.
Sapremmo travolgere ogni ostacolo sulla nostra strada!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

11 novembre 2008

Vita nella Repubblica Indipendente

Nella repubblicaindipendente non sta accadendo molto.
In questo territorio non ci si lamenta del chiacchericcio inutile ed inconcludente della vita delle altre repubblliche (come quella italiana, per esempio). Non ci si sfoga per i mali del mondo.
Il sogno, il desiderio, la voglia, sono di avere uno spazio dove si può vivere liberamente. Non una fuga dalla realtà, ma un luogo do avvengono le cose.
Ma qui le cose non avvengono perchè qui ci sono solo io. Come quella bollicina di una nota pubblicità.
Ma anche se accade poco nella repubblica indipendente, è importante anche quel poco.
C'è stata una prima visita. Con uno scambio di commenti.
Il primo.
Il primo riconoscimento ufficiale della della repubblicaindipendente.
E' moltissimo.
Almeno, mi accontento.
A chiunque venga il desiderio di respirare una boccata liberamente (aria pura o una buona sigaretta, è lo stesso) potrà farlo qui.
Chiunque voglia condividere un pensiero, un'idea, una poesia, un brano di musica, una citazione, un pensiero, una testimonianza di vita libera potrà farlo qui.
Rimaniamo aperti sempre, sempre passaporti nè visto di soggiorno.
Non esistono clandestini, qui. Non c'è differenza di colore di pelle.
Basta avere rispetto per gli altri.
E' poco, ma questo poco significa moltissimo.