Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, Resurrezione di Lazzaro, olio su tela, 1609. Messina, Museo Regionale
RESURREZIONE DI LAZZARO
Dunque, era necessario per questo e quello,
perché volevan segni che gridassero.
Ma lui sognava che a Marta e Maria bastasse
Capire che poteva. Ma nessuno credeva,
tutti dicevano: Signore, che vieni a fare ormai?
E si avviò, per compiere sulla natura quieta
Ciò che non è consentito.
In collera. Gli occhi quasi chiusi,
chiese del sepolcro. Soffriva.
Parve loro che il pianto gli colasse,
e lo seguirono in folla curiosa.
Gli pareva tremendo, camminando,
una prova dall’azzardo spaventoso,
ma d’un tratto divampò in lui
un alto fuoco: rivolta
contro le loro differenze,
il loro esser morti e esser vivi.
E fu ostilità in tutte le membra
Quando comandò roco: alzate la pietra!
Una voce gridò che il morto era putrido
(il quarto giorno di sepoltura) – ma lui
S’ergeva teso, invaso da quel cenno
Che montava in lui, e pesante,
pesante gli sollevava la mano – (mai
una mano si levò di più e più lenta)
finchè s’arrestò, rilucendo nell’aria;
e lassù si contrasse, divenne artiglio;
chè l’orrore lo assalì che per la cripta,
da cui l’aria era fuggita,
tutti i morti tornassero là
dove qualcosa, con moti di larva,
s’ergeva da quel suo giacere - -
ma poi una cosa sola stette sghemba nel giorno,
e si vide: l’indistinta vaga vita la riprendeva
in sé.
di Rainer Maria Rilke
Si, faceva parte di un altro post.
Sullo scandalo della Morte violata.
La doppia violenza subita dal Cristo.
La costrizione a fare miracoli perchè così gridavano i presenti. Così voleva lo spettacolo della vista.
Il miracolo come spettacolo. Questa è la violenza. Come il terremoto come spettacolo. La ppolitica come spettacolo. La vita o la morte come spettacolo.
Non è quindi solo la TV che compie questo scempio. Ai tempi di Rlke, agli inizi del secolo, la TV non era stata ancora inventata.
La violenza delle leggi di natura violate.
Le leggi di natura irrise dal gesto miracoloso.
Il gesto miracoloso di colui stesso che aveva creato inviolabili le leggi della Natura.
Un incesto, una specie di incesto.
Forse anche una terza violenza.
Il fatto stesso di violare la Natura.
Ad opera del suo creatore.
Sono due violenze che deturpano lo stesso corpo.
Ma è troppa la gioia di veder trionfare la Vita sulla Morte.
E' troppo forte il desiderio di sconfiiggere le leggi che ci condannano a consumarci.
Perchè rimane vero, in barba a tutto quel che ho detto ieri, ed oggi, in parte, che la mia coscienza, come la coscienza di ognuno, registra un'aesperienza unica.
Un'esperienza che si spegne, sapendo di finire, che soffre per questo suo annientamente.
Non ci fosse questa coscienza sarebbe tutto possibile e tutto potrebbe essere accettato. Anche la morte.
Ma è la coscienza di me che muore, quando arriva la morte.
E quella coscienza di me è consapevole della fine che arriverà, del tragitto che compie la Fine, prima di mietere il suo raccolto.
E' per questo che abbiamo paura.
E' per questo che resistiamo con ogni mezzo contro la Fine.
E' questa la forza della Vita, che si batte fiera, come un leone, prima di cedere esausta.
Ma Lei, la Vita continua.
La Fine ottiene solo vittorie parziali.
Ma la mia coscienza di me sa che arriverà una Fine, un giorno.
Non potrò mai accettare quella Visita.