
Ho guardato...
Ho guardato attraverso quella porta.
O forse non era una porta, ma una finestra.
Ho guardato, sporgendomi verso quel vuoto oscuro.
Ho sentito una forza venire da quegli occhi bui.
Erano mani, forse, che si sono aggrappate alle mie spalle.
Mi hanno scosso, spingendomi
verso quel vuoto oscuro.
Ho vacillato fissando i miei occhi in quel pozzo.
O forse ho tremato, impaurito per quell'orrenda vertigine.
Sono caduto , sentendo vorticare lo spazio intorno a me.
Mi sono trovato un un cielo senza luce,
in un caos senza ordine,
in un mare senza fondo.
Ho allungato le mani, spinto in fuori gli occhi,
ho tastato il vuoto, calpestato il nulla,
ho urlato nel silenzio, ho respirato senza bocca e senza naso.
Sono impazzito, per un attimo, anche se ricordavo il nome mio.
Ricordavo il nome tuo, e quello di tutti gli uomini di tutti i tempi.
Ricordavo il nome dell'amore e quello della tristezza.
Ricordavo i colori del cielo e dei fiori dei campi,
l'odore del mare e quello della primavera,
il calore della terra e quello della tua fronte.
C'era un riflesso di fuoco su quella finestra,
o forse non era un finestra, ma una porta.
Era un riflesso di fuoco, o forse era il sorriso del diavolo.
E' sceso il gelo nel mio cuore e si è fermato il tempo.
Sembravi viva, debole, pallida, come sempre.
Ma eri immobile, bella come una statua. Morta.
E' sceso il gelo, quando sei calata nella terra,
dove la morte si perpetua nella vita che continua.
E' sceso il gelo, e si è fermato il tempo, nel mio cuore.
Dovevi essere un angelo bellissimo, coi capelli ricci e biondi.
Dovevi essere giovane, e forte mentre indirizzavi il mio cammino.
Eri la mia Stella polare, tramontata presto nel buio della notte.
Ho guardato attraverso quella porta.
O forse non era una porta, ma una finestra.
O forse non ho guardato, sono caduto, sporgendomi verso quel vuoto oscuro.