Visualizzazione post con etichetta Helga Schneider. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Helga Schneider. Mostra tutti i post

10 agosto 2009

HELGA e MILENA





Gentilissima amica Helga,

spero si ricordi ancora di me, il Cittadino della repubblicaindipendente che l’ammira sinceramente. Le scrivo perchè mi sono accorto leggendo il suo ultimo post di una coincidenza un pò speciale. Leggendo la sua biografia ho visto che sua madre, nella durissima scelta che l’ha segnata per sempre, è stata guardiana anche nel campo di sterminio di Ravensbrück. Il nome di questo campo è forse mono noto dell’altro, ma mi ha fatto ricordare che a Ravensbruck era stata rinchiusa Milena Jesenska, che lì terminò i suoi giorni. In questi giorni sto leggendo un libro di lettere di Milena, la corrispondenza pubblicata qualche anno fa in Italiano. Milena è stata una donna eccezionale. Oltre ad avere avuto la fortuna – lei direbbe proprio così – di conoscere Frank, Franz Kafka, e di averlo amato, rimata, come lui sapeva amare, è stata una grande persona, una donna con una vita piena di dolore e di passione, di sentimenti privati e di sentimenti civili. Una donna, una giornalista di qualità eccezionali. Gentilissima Helga, sapere che attraverso sua madre Milena ed il suo mondo si può quasi toccare è per me motivo di grande emozione. Tramite lei, Helga, un mondo di carta, per me solo di carta, in qualche modo diventa reale, di carne, di sangue, di dolore, di vita, o di morte. Tramite lei si compie un miracolo della Memoria, un altro miracolo. Chissà se sua madre e Milena si conobbero, si videro, si amarono o si odiarono. Solo la barbarie nazifascista e la follia dei campi di sterminio può avere creato un corto circuito di quel genere. In quel blackout si spense la coscienza degli uomini: non ho mai capito come sia possibile giustificare le atrocità di quegli anni. Le bombe che rasero al suolo nazioni intere e milioni di morti. Ma quello era già un mostruoso copione noto all’umanità. Ma i lager e le atomiche, no. Quelli non erano copioni già noti. Sono stati una conquista moderna. Come sia possibile annientare la dignità umana: questa è l’applicazione della tecnica più demoniaca che i popoli cosiddetti civili seppero immaginare.

Sarò forse un pò ingenuo, o banale, ma credo che la sua storia personale, come lei l’ha vissuta e come noi possiamo ascoltarla dalle sue parole, non è solo la storia sua. Essa è più vasta e si intreccia, per mezzo di sua madre e di Milena Jesenska, con altre storie personali, che possiamo sentire ancora veramente vive attraverso i suoi racconti e la sua stessa vita.

Milena era nata il 10 agosto 1896. Era nata nel giorno di S. Lorenzo. Lo stesso giorno di oggi.

Pietro Perrone

P.S. Mi farebbe piacere una sua risposta, magari sul blog della repubblicaindipendente (copierò anche di là questo commento).

27 gennaio 2009

MEMORIA. HELGA SCHNEIDER


Ho ascoltato la storia di Helga Schneider dal racconto che ne ha fatto lei stessa, una sera, in Tv.

Intervistata in modo molto gentile ed intelligente da Fabio Fazio, la signora Helga parlò della sua vita, del suo dolore, dei suoi giorni tristi.
Ma, più procedeva nel suo racconto, più, dalle sue parole, sgorgava una forza speciale.
La sua era la storia di una vita vissuta durante la guerra, lin Germania, a Berlino. Durante la terribile seconda guerra mondiale, ma soprattutto dopo.

Ciò che mi ha colpito di più è stato il dopo.
Il mondo sgombrava le macerie, ricostruiva le città distrutte, si avviava al benessere ed al boom.
La perdita della madre e del padre, l'infanzia e la giovinezza di una coppia di fratellini, vite vissute soffrendo in silenzio, il rifiuto della matrigna. Tutto ciò può ancora essere un fatto comune, vissuto, subìto da tanti altri; dolorose circostanze condivise da migliaia altri bambini, resi orfani della guerra. Dalla follia dell'uomo.

Ma la storia speciale, se posso usare questa parola, è cominciata più tardi, verso gli anni '70 (mi sono aiutato con le note biografiche presenti sul sito di Helga).
Al posto della gioia per il ritrovamento inaspettato di almeno una parte degli affetti, quando ormai doveva essere rassegnata ad ever perduto tutto, ha dovuto confrontarsi con il fantasma della guerra, del nazismo, dei campi di concentramento in modo del tutto singolare. E doloroso. Come per nessun altro, credo.
Il confronto con la Storia, quella con la maiuscola, Helga l'ha avuto tramite la madre e la scelta di quella donna, ancora giovanissima al tempo del Reich, di essere coerente con la fede nazista fino in fondo...
Il confronto con la Storia diventa un confronto impossibile con la madre.
Ritrovata e perduta nuovamente nello stesso momento...

Io non so e non voglio raccontare quello che successe ad Helga.
Lei lo ha descritto benissimo in alcuni libri e, a voce, ce lo ha ricordato attraverso la TV.

Ecco il link all'intervista:

http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/0,10916,,00.html?nome=helga+schneider&anno=&mese=&x=37&y=10&tipo=vt

Oggi ho inviato una mail alla signora Schneider, per manifestarle per così dire la mia simpatia ed il fatto di sentirla vicina, in un modo particolare.
E lei mi ha risposto.
Spero di avere il piacere di averla come concittadina della repubblicaindipendente.
Ne sarei orgoglioso.
Naturalmente la ringrazio già per la gentilezza che ha avuto nel darmi una risposta.

Trovo quanto è successo oggi sia stato un modo vero per dedicare questa giornata alla Memoria.

http://www.helgaschneider.com/homepage.htm