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20 febbraio 2009

FRANCISCO DE QUEVEDO y VILLEGAS


La filosofia, la storia, la poesia, le lettere.
Permettono a chi le ama, ad ognuno che ne abbia voglia, di sapere le cose, di farsi un'idea della realtà.

La verità non è mai una sola. 
La Verità appartiene a Dio,
o a chi si proclama profeta,
o al dittatore al balcone, 
o a quello in tivvù.
O al filosofo falso e saccente, 
o all'ignoranza proclamanta Santa.

La verità ha mille sfumature,
duemila colori, diecimila nomi.
La verità appartiene agli uomini
che non possono mentire.


A Roma sepultada en sus ruinas / A Roma seppellita in sue rovine 

Buscas en Roma a Roma, ¡oh, peregrino!,
y en Roma misma a Roma no la hallas;
cadáver son las que ostentó murallas,
y tumba de sí proprio el Aventino.

Yace donde reinaba el Palatino;
y limadas del tiempo, las medallas
más se muestran destrozo a las batallas
de las edades que blasón latino.

Sólo el Tibre quedó, cuya corriente,
si ciudad la regó, ya, sepultura,
la llora con funesto son doliente.

¡Oh, Roma!, en tu grandeza, en tu hermosura,
huyó lo que era firme, y solamente
lo fugitivo permanece y dura.

D. Francisco de Quevedo y Villegas
(Madrid, 1580 - Villanueva de los Infantes, 1645)


Tu cerchi Roma a Roma, o pellegrino!
E in Roma stessa Roma più non trovi;
son cadaveri i muri che eran nuovi,
e tomba di se stesso è l’Aventino.

Giace dove regnava il Palatino;
e corrose dal tempo, le medaglie
mostrano più rovine di battaglie
del tempo andato, che blason latino.

Solo il Tevere resta, e la corrente
che la città bagnò, qui, sepoltura,
la piange con funesto suon dolente.

Oh Roma! In tua grandezza bella e pura
fuggì quel che era fermo, e solamente
il fuggevole sta, rimane, e dura.

traduz. dallo spagnolo di Marco Boccaccio