MOZART Il Flauto magico
Atto II
Sarastro invoca Iside ed Osiride affinché aiutino spiritualmente Papageno e Tamino, che quindi iniziano la prima prova: dovranno stare in silenzio, qualunque cosa accada. Monostatos si avvicina furtivamente a Pamina addormentata: vorrebbe baciarla, ma è cacciato da Astrifiammante che, porgendo un pugnale alla figlia, le ordina di vendicarla uccidendo Sarastro. Monostatos, non visto, ha ascoltato tutto e minaccia di rivelare l’intrigo se Pamina non l’amerà. Sopraggiunge Sarastro: dopo aver scacciato Monostatos si rivolge paternamente a Pamina e le spiega che solo l’amore, non la vendetta, conduce alla felicità. Pamina cerca di parlare a Tamino, ma il giovane - essendo ancora sottoposto alla prova del silenzio - non può. Lei crede che non l'ami più, come le ha suggerito Monostatos, ora diventato alleato di Astrifiammante e forse innamorato di lei, e, colta dal dolore, medita il suicido, ma viene fermata da tre ragazzi che l'informano dello scopo della prova. Durante questa prova, Papageno parla con una vecchina, che, poco più tard
i, si rivelerà essere Papagena, una donna simile a lui, di cui si innamora. Tamino e Pamina superano le due successive prove: l'attraversamento dell'acqua e del fuoco. Ma subito dopo arrivano Astrifiammante, Monostatos e le tre dame per sconfiggere Sarastro. Un terremoto li fa inabissare, e così si celebra la vittoria del bene sul male. Pamina e Tamino vengono accolti nel regno solare di Sarastro.Schinkel, scenografia per il Flauto magico, 1815. Apparizione della Regina della Notte.
Atto I
S'ode improvvisamente un violento, impressionante accordo di note.
TaminoOh dèi! cos'è mai?
Le tre damigelleCalmati!
Prima damigellaEsso annuncia l'arrivo della nostra Regina.
Tuono.
Le tre damigelleElla giunge! -
Tuono.
Ella giunge! -
Tuono.
Ella giunge! -
I monti si squarciano e la scena si trasforma in una splendida sala.
TaminoOh dèi! cos'è mai?
Le tre damigelleCalmati!
Prima damigellaEsso annuncia l'arrivo della nostra Regina.
Tuono.
Le tre damigelleElla giunge! -
Tuono.
Ella giunge! -
Tuono.
Ella giunge! -
I monti si squarciano e la scena si trasforma in una splendida sala.
Scena sesta
La Regina siede su un trono, adornato di stelle trasparenti. (Detti.)
[N. 4 - Recitativo ed Aria]
Regina
La Regina siede su un trono, adornato di stelle trasparenti. (Detti.)
[N. 4 - Recitativo ed Aria]
Regina
O non tremar, mio caro figliolo,
Tu sei puro, saggio, devoto -
Un giovane come te saprà al meglio
Confortar questo cuor materno
[profondamente afflitto. -
Al dolore sono stata eletta,
Al dolore sono stata eletta,
Da che la mia figliola mi è lontana.
Con lei se n'è andata ogni mia felicità,
Un malvagio fuggì portandola via.
Ancora vedo il suo tremare
D'impressionante terrore,
I suoi palpiti impauriti
I suoi sforzi atterriti.
Dovevo vedermela rapire,
Ah aiutatemi! - è tutto ciò che disse -
Ma inutile fu il suo supplicare,
Poiché il mio aiuto era troppo debole.
Tu andrai a liberarla,
Tu sarai il salvatore di mia figlia! -
E se ti rivedrò trionfatore,
Allora lei sarà tua per sempre.
(parte con le tre damigelle)
La scena si muta di nuovo com'era prima.
Ma nella storia la Regina si rivelerà Regina delle Tenebre e del Male
Atto II
Scena settima
Giunge Monostatos, si siede dopo una pausa.
Monostatos
Giunge Monostatos, si siede dopo una pausa.
Monostatos
Ah, ecco che trovo qui la bella ritrosa! - E per causa di un fiorellino così piccolo si volevan percuotere le mie piante dei piedi? - Ebbene, devo essere debitore solo al giorno odierno, se calpesto ancora il suolo con la pelle intatta! - Ehm! - Qual era poi di fatto il mio delitto? - che avevo perso la testa per un fiore trapiantato in suol straniero? - E quale uomo, anche se proveniente dalla più mite regione del cielo, rimarrebbe freddo e insensibile a una vista siffatta? - Per tutte le stelle! questa fanciulla mi farà di nuovo perdere la testa. - Il fuoco che arde in me mi consumerà ancora.(si guarda intorno ovunque)Se sapessi - di essere completamente solo e non udito di nascosto - oserei di nuovo.(si fa vento con entrambe le mani)È proprio una cosa maledettamente folle, l'amore! - Un bacetto, io penso, si farebbe perdonare. -
[N. 13 - Aria]
Chiunque prova le gioie dell'amore,
[N. 13 - Aria]
Chiunque prova le gioie dell'amore,
Scherza, amoreggia, accarezza, bacia -
Ed io dovrei astenermi dall'amore,
Perché un negro appare brutto!
Non mi è dunque stato dato alcun cuore,
Non sono anch'io di carne e sangue? -
Vivere sempre senza una donnetta
Sarebbe davvero il fuoco dell'inferno!
Perciò, poiché vivo, io voglio
Amoreggiare, baciare, essere affettuoso! -
Cara buona luna, perdona,
Una bianca m'ha conquistato!
Bianco è bello - io devo baciarla.
Luna! perciò celati! -
Se questo ti dovesse seccare troppo,
Oh allora chiudi gli occhi.
(si avvicina strisciando, lento e sommesso).
Riprende con la scena ottava...