Icaro amava andare in alto.
Amava l'altezza leggera.
Lassù poteva volare
più in alto di tutti.
Lassù. Sul monte.
Dove si rifugiava a sognare.
Lassù. Si perdeva.
Fissava lo sguardo
nel vuoto.
Pensava.
Fantasticava.
Immaginava il futuro.
Riviveva il passato.
Il tempo che andava.
La vita.
La storia.
I Paesi lontani.
I Popoli in armi.
Sognava.
La pace nel mondo.
Nel verde, tra le nuvole,
Nel verde, tra le nuvole,
sotto la calura del sole.
O all'ombra.
Nel bosco.
O di notte.
Senza luna.
Senza stelle.
Immalinconiva nell'ombra.
Immaginava il futuro.
Pensava alla vita. Costruiva città.
Uccideva mostri nefandi.
Intanto cresceva.
Immerso nel libero mondo dell'aria.
Volava alto.
Più in alto di tutti.
Più in alto del Padre.
Nel cielo più azzurro.
Nel gelo più bianco.
Nel sole spiù rosso.
Pensava.
Lassù.
Pensava alla vita.
Desiderava l'amore.
Fantasticava, lassù.
Parlava di macchine.
Di forze potenti.
Ingranaggi.
Ruote dentate.
Forcelle.
Leve e pulegge.
Innalzava templi.
Elevava cinte murarie.
Ergeva inespugnabili
erte acropoli.
Mattoni possenti.
Robuste architravi.
Piramidi.
E ponti.
Era architetto, lassù.
Scienziato.
Pittore.
Era suo padre.
Era uno scriba.
Era sapiente.
Filosofo. Aedo. Poeta.
Scultore.
Inestimabile artista.
Edificatore di fantasie.
Costruttore di sogni.
Perciò volava alto, lassù.
Imprendibile.
Libero.
Guardava nel sole.
Annegava nel bagliore del lampo.
Svaniva nella vampa infuocata.
Veleggiava sul lago di lava.
Sogno.
Fantasia.
Utopiche imprese.
Eroico.
Sfidava gli elementi.
Scherniva gli dei
onnipotenti.
Un giorno decise.
Lassù.
Partire.
Sfidare il destino.
Giovane uomo.
Doveva volare.
Nell'aere infuocato.
Nel cielo trasparente.
Nell'azzurro del mare.
Baciò la sua terra.
Partì.
Di lassù.
Un peso sul cuore.
Un sogno gravoso.
Un destino egoista.
Doveva volare.
Per sempre.
Da solo.
Per tutti.
Estrema frontiera.
Lasciò la terra.
Una vampa.
Una torcia.
Saetta e folgore.
Cenere.
Leggera. Polvere.
Fango.
Leggero turbinìo.
Un vortice.
Un mancamento.
Il destino.
Irrevocabile.
Un battito
di ciglia.
Un fiato.
Sparì.
Si guardava intorno.
Invisibile,
etera
ombra.
Fantasma
d'ombra.
Illusione d'estate.
Miraggio.
D'intorno
sognava.
Vedeva l'estendersi
turchino
del mare sconfinato.
Librandosi, sopra
l'orizzonte,
scorgeva il confine
immobile
dei tempi.
Scrutando,
le cime Olimpie
vedea scomparire.
Svanire
gli dei.
Alito di vento.
Spinto dalle correnti
leggere
di zefiri volubili.
Anima voltagabana.
Destino
incostante.
Libera sorte.
Incontrastato
arbitrio
del fato.
Gravame
della vita del monte.
Leggera
corona di nubi
sulla cima
del monte
Atlante.
Frescura
di brezza
che allevia
la calura
delle
rosse
sabbie
affamate.
Mitico eroe.
Principe
ereditario
delle tribù
d'ebano
della terra
d'Affrica.
Pane
per i corvi.
Nera pece.
Torcia
disumana
nei profondi
recessi
dell'anima
umana.
Destino infranto,
senza padrone.
Vita a prestito.
Sangue meticcio.
Icaro volava.
Volteggiava
alto
come un'aquila reale.
Sangue
incolore.
Putrido
liquame.
Uomo
senza
fratelli.
Leggera ombra
dell'al di là.
Trasparente.
Incorporea
effigie
d'animale
senza
dignità.
Ala
di un destino
senza storia.
Carne da macello.