Bia. Bia. Bia.
Bia. Bia, la vita.
La vita, la vita. Corre. Verde. Intensa. Veloce.
E noi, spesso, distratti, non la vediamo nenanche passare.
Bia. Bia.
Viene lei, prima di Mnemosyne. Lei è la linfa. Il sangue. Il colore. Il sapore. Il gusto. Il piacere. La gioia. Il dolore. La sofferenza. La solitudine. L'amore. La compagnia. La solidarietà.
essre molti, pochi, o morire in solitudine. Bia, è lei che ci sorregge.
Quando lei se ne va via non coi rimane più nulla. Solo carne che vuole tornare argilla polverosa. Solo sangue che vuole imputridire ritornando sabbia. Aria che vola via, che si disperde come il vento tempestoso.
Bia.
Qualche volta, in genere quando non si vorrebbe, la si scorge accanto a noi. Dovremmo gioire, in quei momenti. E invece, di solito, in quei momenti abbiamo gli occhi pieni di lacrime ed il cuore oscuro. Lo sguardo vacuo. Il pensiero assente.
Eppure, in quei momemnti, Bia ci viene vicino. Ci stringe la mano.
Chi ha sentito battere l'ala della Morte battere vicino a lui, lo sa cosa voglio dire.
Nel buio della Morte, quando Thanatos domina intorno a noi, all'improvviso, si aprono degli squarci nelle tenebre che ci avvolgono. Anche se ci sembrano solo delle illusioni, delle immagini fatue, quei lampi ci danno calore, ci trasportano in un mondo che sentiamo più naturale.
La morte ci cattura, a volte, conquistando gli spazi intorno a noi. Ci ruba il fiato ed immobilizza il battito dei nopstri cuori.
Bia. Bia. Bia.
Bia, dobbiamo implorare.
Bia ci dà la forza. Bia è la forza. Bia è la vita.
E' senza alcun senso comprensibile il mio inno a BIA.
Inno alla vita.
Inno alla liberazione dalla morte.
Anche se è la morte che avrà l'ultima parola, essa non è che la fine fine delle cose, il ritorno al Nulla eterno.
Le Cose, sono.
Alle cose siamo attaccati.
Di cose siamo fatti.
Le cose, non sono il Nulla senza valore.
Nè il valore venale delle cose misura alcunchè.
Le Cose sono ciò che desideriamo.
Bia, per prima.
Più di ogni amore.
Sentiamo Bia nelle nostre vene, battere forte, come volesse fuggire via. E i nvece no, essa vuole soltanto farsi sentire, ad ogni battito, ogno volta che passa sotto la nostra finestra.
Solo che noi, spesso, sempre, siamo impegnati ad ascoltare quacos'altro. A correre appresso al sesso delle cose inutili. A premere il nostro seme per cose che non hanno valore.
Bia. Bia. Bia.
Bia.
Bia, madre degli dei.
Bia, madre della natura.
Bia, madre di ogni uomo.
Bia. Umore umido del corpo. Calore della vita. Brillante scintilla nel fondo dello sguardo. Soffio che appanna il gelo degli specchi.
Riflesso incontrollabile dello specchio.
Gelida paura.
Bollente ardore dei sentimenti.
Bia.
Mia creatura della mente, mio riflesso, mio desiderio, mia meta, mia madre.
P.S.
Che forma ha la vita?
E la morte?
Quale è il confine, che spessore ha?
Come posso calpestarlo, io, quel confine, io, che non sono nessuno?
Eppure quel confine è ben tangibile.
Immateriale, ma ben robusto
Bia.
Thanatos.
Lotta senza quartiere.